“Un grosso paese, quasi una città, al confine tra le province di Palermo e Trapani negli anni della prima guerra mondiale. E come se questa non bastasse, il paese ne ha una interna: non meno sanguinosa, con una frequenza di morti ammazzati pari a quella dei cittadini che cadono sul fronte. Due cosche di mafia sono in faida da lungo tempo”. Cominicia così il racconto di Leonardo Sciascia, “Western di cose nostre”, scritto nel 1973 e facente parte dell’opera “Il mare color vino”. Riprendiamo il fiato leggendo una memorabile pagina d’autore che sembra stata scritta anche per ridicolizzare la nostra mafia locale e descriverne alcuni aspetti salienti. In questa città di confine tra due province sembra che qualcuno stia dando del filo da torcere ad entrambi gli schieramenti mafiosi. Ma chi?
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-p.s. Si ringrazia Giuseppe Mulè per il materiale fornito











