Strage casermetta Alcamo Marina

7 11 2009

IL MIO COMMENTO SULLA PUNTATA DI BLU NOTTE E NON SOLO…

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Sono molto soddisfatto della puntata di Blu Notte dal titolo Sicilia Nera. La parte sulla strage della casermetta di Alcamo Marina, a mio parere, poteva essere ricostruita meglio ma nel complesso è emerso con una discreta chiarezza come si sono svolti i fatti (almeno quelli che finora sono conosciuti).

Da quell’ottobre 2007 (quando si sono riaccesi i riflettori) sono passati praticamente 2 anni. Ricordo bene che, quando l’ex brigadiere dei carabinieri Renato Olino cominciava a raccontare per la prima volta quello che avvenne veramente in quel lontano  1976,  poca gente prestava attenzione.  Molti ritenevano il tutto una buffonata e con la classica aria di superiorità tanti alcamesi non si interessavano nemmeno a quello che stava accadendo: ” tutte minchiate sono!”.

Anche diversi giornalisti della carta stampata, ad eccezione ovviamente di Macaluso di Quarto Potere, invitavano a lasciar perdere queste storie del passato che non interessavano nessuno. Pure il sottoscritto, che allora aveva raccolto parecchio materiale  e recuperato le lettere di Giuseppe Vesco dal carcere, veniva accusato di prestare troppa attenzione verso quell’ex  brigadiere “poco credibile” e verso quella storia dimenticata piena di troppi misteri.

Negli ultimi mesi però tutte queste grandi firme del giornalismo e altri esponenti illustri della cittadina alcamese scrivono, parlano, argomentano sulla strage della casermetta (spesso copiano e incollano perfino da questo blog).  Sono i famosi “professionisti della penna bic” che guardano con diffidenza al fenomeno dei blog (soprattutto se fanno vendere qualche copia in meno di qualche giornale) e alle moderne novità che offre l’informazione in rete. Gente che, anche se non avanti con gli anni, è rimasta indietro ai tempi di Gutenberg, che guarda con diffidenza le novità, e che ancora oggi si crede vincitore mancato del premio Pulitzer.

Meno male che molti di noi allora non li abbiamo ascoltati e abbiamo smosso almeno un poco le coscienze degli alcamesi! Ogni tanto una lezione di umiltà dovrebbero impararla tutti; un caloroso grazie rivolgo invece a tutti coloro che con curiosità e con sincerità ci hanno letto, commentato e invogliato ad andare fino in fondo  in questa vicenda.

R.Scurto





Il mandamento di Alcamo oggi: donne, vecchi e pizzo

3 11 2009

Alcamo mafia 3-11-09 c Alcamo mafia 3-11-09 b 

La Squadra mobile di Trapani e gli agenti del Commissariato di Alcamo hanno arrestato, nella notte del 2 novembre 2009,  dieci persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, incendio, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi e ricettazione.

L’indagine ha ricostruito gli assetti del mandamento mafioso di Alcamo, controllato dalla storica famiglia mafiosa dei Melodia, strettamente legata al boss latitante Matteo Messina Denaro. A quest’ultimo i Melodia, da anni ai vertici del mandamento, avrebbero fatto riferimento in caso di dissidi con “famiglie” di altre zone.

Tra gli arrestati anche due donne: Anna Maria Accurso, moglie del capo mandamento detenuto Antonino Melodia, e Anna Greco, figlia di uno degli arrestati. La Accurso veniva impiegata per ricevere e conservare i soldi incassati dalle estorsioni. La Greco era incaricata di recapitare le lettere Leggi il seguito di questo post »





Sandro Ruotolo racconta la trattativa tra Stato e Mafia

13 10 2009

ECCO DUE VIDEO-INTERVISTE A SANDRO RUOTOLO, GIORNALISTA DI ANNOZERO, CHE HA CURATO LA PUNTATA DEL PROGRAMMA  SULLA TRATTATIVA TRA COSA NOSTRA E APPARATI DEVIATI DELLO STATO

 SANDRO RUOTOLO

1- GUARDA LA PRIMA PARTE

2- GUARDA LA SECONDA PARTE





Piera Aiello dimenticata dallo stato

5 10 2009

DOPO 18 ANNI LA TESTIMONE DI GIUSTIZIA RITORNA A PARTANNA E RISCHIA DI ESSERE AMMAZZATA

PIERA AIELLO

di Roberto Scurto, ilFatto Quotidiano 07.10.2009

Piera Aiello è una donna di 42 anni originaria di Partanna, un piccolo paesino della Sicilia occidentale. Al contrario di molte sue concittadine, negli ultimi 18 anni non ha vissuto una vita normale. È stata portata in una località segreta e ha avuto una nuova identità. Il motivo è semplice: è stata una delle prime donne a parlare con i magistrati della potente mafia del trapanese.

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La strage di Alcamo Marina in TV

3 10 2009

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La notizia è ormai ufficiale: il programma televisivo di Carlo Lucarelli “Blu Notte, misteri italiani”  manderà in onda durante una puntata della sua decima edizione (appena iniziata) la misteriosa storia della strage di Alcamo Marina avvenuta il 27 gennaio 1976. La puntata vedrà protagonisti oltre alla strage in cui persero la vita i due carabinieri Apuzzo e Falcetta anche la storia di Peppino Impastato e la tragica morte del giornalista ragusano Giovanni Spampinato. Questo blog che ha consegnato alla redazione del programma del materiale proprio sulla strage della casermetta ovviamente vi informerà per tempo della messa in onda che dovrebbe avvenire il 6 novembre 2009 in prima serata su rai tre.

R. Scurto





Rino Giacalone, giornalista coraggioso

27 09 2009

rino giacalone

Rino Giacalone è un giornalista de La Sicilia, fa il corrispondente da Trapani e soprattutto è molto conosciuto perché è una delle penne più graffianti del giornalismo siciliano. Scrive su Articolo21, sul mensile di Libera “Narcomafie”, sul sito Libera Informazione e non c’è bisogno di dire quanto sia preparato e inflessibile nel raccontare le vicende di mafia del trapanese. Questa volta però deve affrontare quella parte della politica che non aiuta di certo la sua lotta, anzi la ostacola in tutti i modi.  Questo blog diverse volte si è documentato leggendo alcuni suoi articoli o interviste.

Giacalone non guarda in faccia nessuno e, anche se non è famoso a livello nazionale, scrive con una particolarità che pochi altri hanno in Italia: inserisce nei suoi  articoli i nomi, i cognomi e i fatti in una delle zone più pericolose d’Italia. Questa particolarità Leggi il seguito di questo post »





Rosario Livatino

21 09 2009

rosario_livatino

Rosario Livatino è stato un grande magistrato siciliano, un uomo giusto, molto preparato e con un cuore d’oro. Aveva solo 38 anni quando venne ucciso dalla stidda agrigentina, una organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa Nostra ufficiale. Il 21 settembre 1990 mentre si recava in tribunale, ovviamente senza scorta, 4 sicari posero fine alla sua vita. 

Si era occupato di molte indagini tra cui quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli Siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi Leggi il seguito di questo post »





Giorgio Ambrosoli

12 07 2009

Ambrosoli - Sindona

Giorgio Ambrosoli era un avvocato, un patriota, una persona onesta. Ucciso a Milano da un mafioso, su ordine di Michele Sindona,  la notte del 11 luglio 1979. Il bancarottiere su cui indagava era protetto da Giulio Andreotti, era  definito il ”salvatore della lira“, vicino a Marcinkus e alla finanza vaticana, era perfino amico di Licio Gelli e della loggia P2. Sono passati trent’anni da quella sera in cui Ambrosoli fu ammazzato sotto il portone di casa. Era senza scorta. Al suo funerale nessun uomo delle istituzioni.

clicca sull’immagine per vedere un video molto interessante; un’intervista che spiega il sistema Sindona è invece visionabile qui





Giuseppe Linares non mollare

24 06 2009

Giuseppe Linares

Il blog Senza Memoria esprime la sua vicinanza e solidarietà a Giuseppe Linares (capo della squadra mobile di Trapani e vice questore) in merito alla scritta apparsa su un muro  nei pressi dello svincolo autostradale per Fulgatore.
Parole scritte in maiuscolo e in colore rosso: «più» seguito da una croce, «Capaci», un segno meno e «Linares». Nella speranza che si tratti semplicemente del gesto di uno stupido, invitiamo il dottor Linares a non mollare e a continuare con la bravura e tenacia di sempre il suo lavoro così prezioso per la lotta contro la mafia e la criminalità.

R.S

Aggiornamento:

Nella mattinata di oggi (25 giugno 2009) nella città di Trapani sono apparsi diversi manifesti scritti al computer in favore di Linares (100.000 Linares; i trapanesi odiano la mafia, ecc ecc). Mi sembrava giusto evidenziare anche questo segnale positivo.




La fine di Paolo Milazzo

13 06 2009

Fine di Paolo Milazzo

Il clan Milazzo negli anni novanta è in seria difficoltà. Nonostante sono a capo del mandamento alcamese, giornalmente subiscono delle perdite o beffe, senza neanche sapere nè capire, chi è il nemico e di conseguenza contro chi puntare le armi.
Il vertice di cosa nostra, invia così ad Alcamo, i più feroci killer a loro disposizione, tra cui anche Giovanni BRUSCA e quotidianamente le riunioni a casa di Vincenzo MILAZZO si fanno sempre più frequenti, senza, però, arrivare a capire chi sia di preciso il nemico.

Di tale rafforzamento se ne accorgono proprio questi uomini misteriosi del clan avversario (i Greco), e intuiscono che quelle persone sono ad Alcamo per loro, per sterminarli. I picciotti del clan Greco tengono l’abitazione del MILAZZO continuamente sotto controllo, fin quando decidono di entrare in azione.

Una sera consapevoli che i boss sono tutti all’interno, decidono di tendere loro l’agguato mortale. Si posizionano con una vecchia utilitaria all’inizio di Viale Italia, nei pressi del “bilico”, sono in tre, armati fino ai denti e pronti a far fuoco. Leggi il seguito di questo post »





Novità sulla strage di Alcamo Marina

11 06 2009

Dopo 33 anni la strage di Alcamo Marina, avvenuta nel lontano 27 gennaio del 1976, è ancora protagonista indiscussa dei misteri siciliani. Le ultime  novità riguardano uno dei condannati, Giuseppe Gulotta. Questi ha subito parecchi anni fa una condanna all’ergastolo per la  morte dell’appuntato Salvatore Falcetta e del carabiniere Carmine Apuzzo.  Adesso però è intervenuta la Cassazione annullando l’ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Messina aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione presentata dal Gulotta. Le scene si sposteranno ora a Reggio Calabria dove si farà la revisione del processo e forse per Gulotta sarà la volta buona per essere riconosciuto innocente.

Gulotta è in carcere da 21 anni. Da due anni, in regime di semilibertà, è recluso nel carcere di San Gimignano (Siena). Venne arrestato il 12 febbraio 1976 dai militari dell’Arma dopo la presunta confessione di Giuseppe Vesco, suicidatosi, in circostanze non chiare, nel carcere ”San Giuliano” di Trapani nell’ottobre dello stesso anno. Vesco era disabile: gli mancava una mano. Secondo la difesa, gli imputati confessarono di aver preso parte al duplice omicidio perche’ torturati. Per la strage sono stati condannati, oltre a Gulotta, Giovanni Mandalà di Partinico (deceduto anni addietro) e gli alcamesi Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli.





Vincenzo Rimi in manette

12 02 2009

processo-viterbo-rimi-e-la-barbera

Il processo di Catanzaro: in catene per la prima volta il boss di Alcamo Vincenzo Rimi seguito dal suo più acerrimo nemico, Angelo La Barbera, anche lui in manette.





La lezione di Giuseppe Gatì

1 02 2009

giuseppe_gati

Quando muore un ragazzo giovanissimo come Giuseppe Gatì si fanno mille pensieri. Si cerca di capire Leggi il seguito di questo post »





La fine di Vincenzo Milazzo, boss di Alcamo, e della sua compagna

23 01 2009

IL RACCONTO DI GIOVANNI BRUSCA

vincenzo-milazzo

Quando iniziò la sua latitanza Giovanni Brusca era ormai un mafioso di primo piano. Si spostava continuamente da covo a covo e non conduceva di certo una vita sicura. Per trovare un po’ di pace il sanguinario killer di Cosa Nostra, detto “l’ammazzacristiani” si dovette infatti spostare dalle nostre parti. Solo nel trapanese, come dicono vari uomini d’onore, ci sono “i cani attaccati” e nessun pericolo. E di pericoli ne correva tanti il boss di San Giuseppe Jato, dopo aver Leggi il seguito di questo post »





Cosa Nostra nel 2008: l’ultima caduta

31 12 2008

IL RITORNO DELLA CUPOLA E LE LOTTE PER IL POTERE

 

gaetano-lo-presti 

 

Negli ultimi mesi del 2008 Cosa Nostra ha incassato un altro duro colpo. Dopo l’arresto dei Lo Piccolo (figure di primo piano della mafia del palermitano), i boss dei quindici mandamenti stavano lavorando per far tornare in vita la Commissione Provinciale con il progetto più ambizioso di far tornare operativa l’intera Cupola mafiosa. Leggi il seguito di questo post »