Il potere dei Rimi, la potente famiglia a capo di Alcamo già prima del secondo conflitto mondiale, fu messo drasticamente in discussione nei primi anni ottanta. All’epoca della prima guerra di mafia i corleonesi – il gruppo emergente in tutta la Sicilia – vollero infatti eliminare la fazione mafiosa facente capo ai Bontade, ai Badalamenti e ai Rimi. L’obiettivo era quello di collocare a capo dei vari mandamenti solo persone di fiducia eliminando fisicamente tutti coloro che ostacolavano i piani dei viddani e di Totò Riina.
In quegli anni i Rimi, allontanatisi da Alcamo per il timore di essere uccisi, avevano affidato i loro interessi a Gaetano Greco, fratello di Antonino, consentendo alla famiglia Greco di acquisire in poco tempo molto prestigio e potere. La mafia ufficiale non tollerava però la presenza dei Greco. Questi si erano già resi diverse volte protagonisti di fatti di sangue e di vari crimini senza il consenso di Cosa Nostra, nonostante questa seconda organizzazione criminale non era ancora ben definita e strutturata.
Come ha ribadito Giovanni Brusca al tempo in cui la famiglia alcamese era capeggiata dai Rimi, di essa facevano parte, fra gli altri, i fratelli Rosario, Gaspare e Vincenzo Sciacca, Sebastiano Milazzo, Vito Varvaro, Damiano Costantino, Stefano Milotta. Dopo la spaccatura alcuni componenti dell’originaria famiglia restarono fedeli ai Rimi, mentre altri come Manno, Milotta, i fratelli Sciacca, il padre di Vincenzo Milazzo, Damiano Costantino e Vito Varvaro si allinearono a Vincenzo Milazzo, che divenne il capo della nuova famiglia con l’appoggio anche dei corleonesi. In città però restava ancora un problema: i Greco, ritenuti teste calde e troppo autonome per essere tollerati dagli uomini d’onore di Alcamo.
L’omicidio di Damiano Costantino, Vito Varvaro, Giuseppe Colletta e Filippo Melodia, con lo strumento di della cosiddetta lupara bianca, avvenuto il 15 aprile 1989, costituì certamente il primo atto di portata rilevante del conflitto fra le due organizzazioni criminali. Le vittime, formalmente inserite in Cosa Nostra, si erano macchiati di tradimento dato un loro presunto avvicinamento verso il clan dei Greco. Giovanni Brusca, a riguardo, ha affermato che dopo l’arresto di Vincenzo Milazzo, in seguito all’irruzione delle forse dell’ordine nella raffineria di droga di contrada Virgini, la famiglia venne affidata a Filippo Melodia. Quest’ultimo però probabilmente non era un vero leader. Infatti pian piano stava iniziando a emarginare gli uomini più vicini a Milazzo e in primis Francesco Caradonna. Fu questa dunque la causa della decisione (da parte dei corleonesi) di eliminare Melodia e i suoi uomini di fiducia Varvaro, Costantino e Colletta. Alla morte di Filippo Melodia, il posto di reggente venne preso così da Francesco Caradonna che però non avrà vita lunga.
Il 3 ottobre 1989 accade infatti l’evento che innescò, l’ormai inevitabile guerra di mafia alcamese. Viene ucciso proprio Francesco Caradonna, il rappresentante del mandamento, e venne ferito anche il figlio Giuseppe Nicola. Il gruppo dei Greco aveva portato così il primo attacco frontale alla famiglia mafiosa alcamese, ma la mafia non sarebbe rimasta a guardare.
La reazione di Cosa Nostra non si fece attendere e infatti l’autunno ad Alcamo fu, a dir poco, infuocato. Il 16 ottobre 1989 venne ucciso Giuseppe Lipari, ritenuto molto vicino agli stiddari, il 25 ottobre Giovanni Daidone, molto vicino a Filippo Melodia e apertamente schierato contro Cosa Nostra, e il 14 novembre 1989 fu soppresso Vincenzo Filippi. Quest’ultima operazione fu eclatante. Vincenzo Filippi venne sequestrato da uomini d’onore travestiti da Carabinieri mentre il fratello Benedetto riuscì a sfuggire ad analoga sorte quasi per miracolo.
Il 1990 fu invece un anno apparentemente tranquillo. In 12 mesi infatti non era stato registrato alcun omicidio o scomparsa in nessun dei due schieramenti. Purtroppo chi pensava che la guerra fosse già finita si sbagliava di grosso. I Greco pian piano si erano rafforzati perpetrando vari reati e il loro potere cominciava a intimorire non pochi uomini d’onore della famiglia di Alcamo. Il 17 gennaio 1991 Antonino Greco, all’epoca il più autorevole rappresentate dell’organizzazione criminale che si contrapponeva a Cosa Nostra, venne ucciso. Questi era il figlio di Lorenzo Greco (classe 32), fratello di Gaetano (l’uomo che doveva curare gli interessi dei Rimi dopo la loro fuga) e di Anna (moglie di Domenico Parisi, anche questo ucciso dalla mafia il 18 giugno 1991), nonché cugino di Lorenzo Greco (classe 1967, oggi collaboratore di giustizia) e di un’altra Anna Greco (moglie di Baldassare Grimaldi, a sua volta eliminato nel 1992 a Salemi).
Le indagini a seguito dell’omicidio di Antonino Greco avevano consentito di accertare che il gruppo ribelle si avvaleva di una vasta schiera di fiancheggiatori, fra cui proprio Domenico Parisi, il cugino Lorenzo Greco, i fratelli Benedetto e Vincenzo Filippi (quest’ultimo già scomparso), Vito Baglio, Francesco Filippi, Filippo Massimiliano Pirrone e , anche se in modo più defilato, il cugino di quest’ultimo Filippo Pirrone.
I Greco, intanto, tentarono di perpetrare subito la loro vendetta: il 5 febbraio 1991 uccisero, mentre si trovava a letto nella sua abitazione, Vito Provenzano, sorvegliato speciale alcamese; il 26 febbraio 1991 uccisero in Contrada Fico i fratelli Aguanno; il 13 marzo 1991 all’interno del bar Enny di Alcamo venne ucciso invece Sebastiano Culmone. Nell’ultimo agguato rimase ferito anche tale Paquale Coppola.
L’ennesima reazione di Cosa Nostra si registrò in aprile. Il 9 aprile venne perpetrato un attentato contro Carlo Manno, Lorenzo Greco e Domenico Greco e dopo otto giorni venne ucciso Salvatore Fiordilino, macellaio alcamese e indiziato mafioso. Sempre il 17 aprile Pietro Interdonato riuscì invece a scappare da un agguato, che lo avrebbe ucciso sicuramente, in Piazza Ciullo. Due guardie giurate bloccarono infatti uno dei sicari, a bordo di una moto, davanti al Banco di Sicilia. Il motociclista che avrebbe dovuto uccidere Interdonato venne subito identificato in Filippo Massimiliano Pirrone del clan Greco. Nonostante l’ultimo atto non fosse riuscito, gli stiddari non si arresero e il 25 aprile 1991 Girolamo Calandrino, noto imprenditore sospettato di essere prestanome del boss alcamese Vincenzo Milazzo, subì un attentato. Il giorno successivo, 26 aprile, vennero uccisi Nunzio Montalbano, fratello di Pietro, più volte arrestato per associazione mafiosa, nonché Vito Renda, parente dell’attuale collaboratore di giustizia Giuseppe Ferro. Entrambi gli omicidi vennero realizzati con le stesse armi e un ulteriore accertamento balistico collegò gli omicidi Montalbano e Renda a quelli di Culmone e Fiordilino. Sia il tentato omicidio di Girolamo Calandrino che gli omicidi Nunzio Montalbano e Vito Renda sono stati giudizialmente ricondotti al gruppo Greco.
A Calatafimi il 13 maggio 1991 venne ucciso poi un pastore di contrada Kaggera, Vincenzo Viola, come vendetta per un attentato subito dai Greco proprio in quel territorio.
Cosa Nostra sembrava impotente. Erano già passati quasi due anni e ancora il problema dei Greco non era stato risolto. I corleonesi erano su tutte le furie e in primis Totò u curtu che non tollerava più tutte quelle perdite all’interno della famiglia alcamese. La reazione degli uomini d’onore diventò così incalzante.
Il 18 giugno 1991, furono assassinati a Monreale, Domenico Parisi, Stefano Siracusa e Stefano Palmeri, il primo dei quali era sposato con Anna Greco, sorella di Antonino e Gaetano.
Il 29 giugno furono invece soppressi Vito Garofalo e Bentiba Hassen in un attentato che era stato organizzato per uccidere soltanto il primo dei due, ritenuto dalla famiglia alcamese molto vicino ai Greco. Il 3 luglio 1991 vennero uccisi Natale e Vincenzo Abate, considerati contigui alla famiglia perdente dei Rimi. In effetti il primo era cugino di primo grado di Natale e Filippo Rimi ed era stato arrestato nel 1982 per associazione a delinquere.
Il 6 agosto 1991 anche il fratello di Vito Garofalo, Tommaso, venne eliminato nel corso di un attentato in cui rimase ferito anche il giovane Sergio Cusenza.
Il 18 agosto 1991, a Castellammare del Golfo, venne assassinato Felice Dara, sospettato di essere in rapporti con Filippo Massimiliano Pirrone, quest’ultimo appartenente al gruppo degli stiddari.
I Greco però non stavano a guardare e si vendicarono subito. Appena due giorni dopo uccisero Stefano Milotta nei pressi del bar Italia mentre il 25 agosto 1991 venne attentato alla vita di Giuseppe Baglio, Filippo Pirrone e Nicolò di Graziano. I primi due sicuramente gravitavano nella compagine avversa a Cosa Nostra, il terzo venne invece coinvolto casualmente nella sparatoria.
L’11 gennaio 1992 vennero eliminati ad Alcamo Mario di Giorgi e Rosario Dulcetta, mentre questi si trovavano a bordo di una Y10. Dulcetta fu eliminato solo perché stava accompagnando il primo, ritenuto vicino al clan Greco. Infine tra il 14 e il 15 novembre 1992 scomparivano sempre ad Alcamo Antonino Brucia e Vincenzo Lo Porto. Il primo colpevole di far parte degli stiddari e ritenuto amico di Lorenzo Greco. Il secondo invece, come capitava spesso in quegli anni, si trovò coinvolto casualmente.
Sempre in questo contesto può essere inserito un ulteriore delitto, il duplice omicidio di Ferrantelli Domenico e Leonardo, uccisi il 22 aprile 1991, in un ovile nei pressi di Monreale. In realtà pero la guerra di mafia non c’entrava, come ha dichiarato il collaboratore di giustizia Giuseppe Ferro. Il capo mandamento alcamese Vincenzo Milazzo richiese addirittura l’intervento di killer del gruppo di fuoco corleonese facente capo a Giovanni Brusca, indicando i Ferrantelli come esponenti del clan Greco. In realtà però i due furono uccisi perché autori di un delitto avvenuto nelle campagne di Alcamo senza l’autorizzazione di Cosa Nostra e del potente boss alcamese Vincenzo Milazzo.
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Fonte: Sentenza della Corte di Assise di Palermo

ci sono piccole imprecisioni, esempio mi ricordo dara fu ucciso davanti la battigia.
poi sono curioso di sapere che ruolo aveva la discoteca Kennedy, e come si inquadra l’eliminazone dei fratelli colletta avenuta nel gennao/febbraio 1991, che all’epoca mi ricordo ebbe risalto nazonale come”strage di Alcamo ” mi sembra che mori un’altra persona.
complimenti
Eventuali imprecisioni sono riscontrabili direttamente nella sentenza da cui l’articolo è stato tratto. Grazie per i complimenti
Complimenti per l’articolo, ho rivissuto la carneficina che ha insanguato le nostre strade. Una doverosa precisazione: l’omicidio di Palmeri che chiami Stefano, invece del più corretto Gaspare. Si trattò di un caso tragico perchè non era affiliato a cosa nostra, era un capo squadra forestale, una degna persona, che ogni 15 giorni si recava a Ficuzza perchè li vi giocava una squadra di calcetto di un dirigente forestale; purtroppo per lui i killer avevano deciso di intervenire per colpire il cognato di greco.
Grazie per i complimenti e per le precisazioni. Temo che nelle sentenze da cui ho tratto le informazioni che vedete ci siano chiaramente delle imprecisioni che però saranno facilmente eliminate proprio grazie ai commenti di voi lettori.
Un saluto a tutti e soprattutto grazie per le numerose visite che questo blog ormai riceve da mesi senza tregua.
grazie
R.S.
Che articolo! Complimenti veramente. Trovo questo sito veramente interessante. Era da anni che volevo leggere qualcosa sulle lotte di mafia alcamesi.
ciao, michele.
… Non so da dove iniziare…ma quando ero bambina ho amato tanto uno di quei nomi della vostra triste storia…fino a quando la vendetta non ha ucciso anche caterina …ero solo una bimba ma ricordo come ieri….Dopo 15 anni pero mi chiedo se fra tutto questa malagità qualcuno si ricorderà di lei…aveva 21 anni ed era bellissima la mia dolce caty…studiava per diventare avvocato…si chiamava Pirrone…..
Complimenti. Seguo ultimamente molto questo sito e da qui può nascere la nuova lotta lalla mafia alcamese e del circondario che sembra non esistere più ma ci osserva tutti…
COmplimenti Roberto, che sei quasi mio coetaneo. Io sono dell 87.
Sentiamo in privato se vuoi. Scrivimi una mail.
Ciao!
complimenti per il sito e per tutto il lavoro che state facendo, grazie a gente come voi certi avvenimenti non verranno mai dimenticati, al contrario della prassi italiana di far cadere nel dimenticatoio tutto quello che da fastidio a “qualcuno”…
non fermatevi!
Ciao Roberto, anch’io come tanti altri ho provato più volte a documentarmi riguardo ai fatti sanguinari che hanno sconvolto Alcamo ormai 20 anni fa, il ricordo purtroppo è ancora vivo anche se ero ancora un ragazzino e certe cose rimangono, non si possono dimenticare!
Come non posso dimenticare l’omicidio davanti a centinaia di giovani di fronte l’Hotel “La Battigia” di Felice Dara (confermo quindi la correzione precedente), o di una Peugeot 205 con i corpi dei fratelli Pirrone…potrei citarne altri ancora.
………………..CERTE COSE NON SI DIMENTICANO………..e un pensiero va alle troppe vittime innocenti.
Complimenti per l’articolo
Peppe
SALVE A TUTTI ! IO RICORDO BENISSIMO ALCUNI EPISODII E VI DICO ANCHE CHE O PERSO UN COMPAGNO DI SCUOLA SENZA CHE CENTRASSE NIENTE ERA SOLO IN VACANZA NATALIZIA VISTO CHE LAVORAVA FUORI DA PARECCHIO TEMPO CMQ SI PARLA DI MAFIOSI DI ALCUNI RAGAZZI CHE SONO STATI SOLO DELLE VITTIME DELL’INCOSCIENZA CHE NN SAPEVANO CHE COSA STASSE ACCADENDO PER QUESTO NN VOGLIO DIFENDERE NESSUNO MA PENSO CHE GLI ARTICOLI DI SOPRA NN SONO TANTO PRECISI A RACCONTARE I FATTI , MANCANO PARECCHIE VICENDE CHE NN SONO NEANCHE SCRITTE, BOO NN SO CHE DIRE !! E FATTO A POSTA? CIAO
BEEE IL SITO E ECCEZIONALE !!! COMPLIMENTI
MESSAGGIO PER SIMPLY …………… IO CI SONO CRESCIUTO INSIEME CON CATERINA E CERTO CHE LA RICORDO CON IL SUO VISO ANGELICO , CMQ COME O GIA DETTO PRIMA O PERSO UN CARO COMPAGNO DELLE ELEMENTARI E ANCHE PARECCHI AMICI CON CUI O DIVISO LE MIE MIE ESPERIENZE DI VITA, SIGARETTE,BICI,MOTORINO,RAGAZZE,GITE, DISCOTECHE INSOMMA TUTTA LA MIA ADOLESCENZA E STATA SPAZZATA VIA IN DUE ANNI, OGGI NN SO CON CHI POSSA IO PARLARE DELLE PRIME ESPERIENZE………………..
viola vincenzo fuucciso in piazza ciullo robe!cmq
e ne manca,no ancora un bordello, cmq meglio l’abbiviratura ke sti mafiosi di merda di ora! ke non fanno ridere nemmeno le galline,
Messaggio per GUIDALOCA….
Almeno qualcuno la ricorda !! E questo è l importante….La cosa triste che quando si parla di lei sul web è descritta solo per una storia triste e malvagia…Ma lei non era nulla di tutto questo…Il sito è bellissimo…sono daccordo…mancano tanti avvenimenti ma bisogna riconoscere che purtroppo sono così tanti e nn sempre sono tutti descritti….Ognuno di loro vive nei nostri cuori e la speranza che un giorno tutto questo finisca nn muore mai….
ragazzi, purtroppo le imprecisioni ci sono in questo articolo perchè è tratto da una sentenza della magistratura che non riguardava direttamente la guerra di mafia di Alcamo. Inoltre avendo solo 4-5 anni all’epoca dei fatti non ho memoria diretta di quei tristi accadimenti.
Ovviamente se qualcuno di voi che commenta spesso questo blog potrebbe darmi una mano a inserire i nomi che mancano con le date (magari avete dei ritagli di giornali del tempo) di certo passeremmo a una fase più costruttiva.
aspetto voste notizie
scrivetemi pure
CIAO RAGAZZI, NN MI ASPETTAVO CHE QUALCUNO MI RISPONDESSE , VISTO CIO’ SE VOLETE RISPOSTE A DEI FATTI RELATIVI ACCADUTI VI POSSO DIRE CHE IN UN CERTO SENSO LI HO VISSUTI DIRETTAMENTE DI PERSONA VISTO CHE QUASI TUTTI GLI AFFILIATI ALLA FAMIGLIA GRECO ERANO TUTTI MIEI CARI AMICI DI INFANZIA E VI POSSO DIRE LA LORO POSIZIONE QUAL’ERA I QUEL MOMENTO , DA QUELLO CHE NE SAPEVO IO CERTAMENTE ,IO PERO’ NON ERO UNO DI LORO SI INTENDE DICO SOLO CHE CON TANTI DI QUEI RAGAZZI CI SONO CRESCIUTO E HO UNA IDEA BEN PRECISA , NN RICORDO CERTAMENTE TUTE LE DATE MA RICORDO BENISSIMO QUELLA CARNEFICINA , E MI SPIACE TANTO VEDERE OGGI TANTISSIME PERSONE IMPLICATE IN GIRO A DIVERTIRSI E NESSUNO FA NIENTE PER FARGLI PAGARE LE PROPIE RESPONSABILTA’, CMQ SE POSSO DARE UNA MANO LO FARO’ MOLTO VOLENTIERI, ROBERTO IO HO SEMPRE DESIDERATO SCRIVERE DUE RIGHE SU QUEI FATTI ACCADUTI E TI RINGRAZIO DEL’OPPORTUNITA’ CHE MI STAI DANDO………..GRAZIE MILLE…….SIMPLY RICORDERO SEMPRE CATERINA E GIUSEPPE MA ANCHE TANTI ALTRI SONO DENTRO IL MIO CUORE……..CIAO RAGAZZI.
PER SIMPLY……….
SE PUOI DARMI QUALCHE INDIZZIO PER CAPIRE CHI HAI AMATO DI PRECISO …….
MI PIACEREBBE RICORDARE ANCHE LA LORO VITA NN NEGATIVA CHE VIENE ALLA LUCE DEI FATTI………….. TI RINGRAZIO .
qualcuno mi sà dire qualcosa su un certo milotta che è ora in carcere a bologna? non sono sicuro che sia affiliato alla guerra di mafia alcamese….e solo che ho dei legami famigliari e nessuno mi vuole dire perrchè e in carcere ed io non riesco a risalire al motivo..grazie
Samule dovresti indicare anche il nome del signor Milotta, altrimenti è molto difficile che qualcuno leggendo il blog ti possa aiutare.
Comunque, se non ricordo male, un tal Stefano Milotta (affiliato al clan dei RIMI) fu vittima di un tentato omicidio negli anni ottanta e dopo tale tentativo venne eseguito l’omicidio di Calogero La Colla (ex clan RIMI passato alla concorrenza), su cui trovi un articolo in questo blog. Altre notizie al momento non ne ho.
Grazie comunque so che lo chiamano nino ma di più purtroppo non so….grazie ancora e complimenti per il blog
COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO ANCHE SE LA MAFIA NON FINIRA MAI POTRESTE ARRESTARE TUTTI I CAPO FAMIGLIA MA I MANDANTI CIOE I PICCIOTTI SI VENDICHERANNO SULLE FAMIGLIE DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E NON SOLO CON I CARABINIERI POLIZIA FINANZA ECC. NELL PARERE MIO AL MONDO CI SONO DUE TIPI DI MAFIA MAFIA LEGALE CIOE LA POLIZIA CARABINIERI E MAFIA INLEGALE ALLA FINE DEI CONTI LA MAFIA INLEGALE A FATTO TUTTA QUESTA STRAGE DI MORTI UNA CARNEFICINA PER IL DIRITTO DI PROPRIETA E X MANGIARE TUTTI LORO SI CHIAMAVANO UOMINI D’ONORE NON ANNO MAI FATTO GLI EGOISTI PER UN PEZZO DI PANE E SE CI FOSSERO I TEMPI DELL 1989 -1991 CI SAREBBE IL COPRIFUOCO I NOSTRI FIGLI SAREBBERO PIU AL SICURO NELLE PROPRIE CASE NON CI SAREBBERO STATI TUTTI QUESTI MORTI SAREBBE STATA UNA LEGGE DA RISPETTARE CON LA VITA O CON LA MORTE E NON CON LA GALERA O I VERBALI CHE PAGHIAMO LE TASSE SONO TUTTI SOLDI CHE SI RUBA IL GOVERNO E COMPRANO MACCHINE MOTO PER FARE COSA ANDARE DIETRO I GIOVANI A SEQUESTRARE I MOTORINI NON VI BASTANO TUTTE LE TASSE CHE PAGHIAMO E VOI POLIZIA E CARABINIERI COME VI PERMETTETE DI PICCHIARE INGIUSTAMENTE I NOSTRI FIGLI QUESTA VIENE CHIAMATA MAFIA LEGALE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
per guidaloca e simply
io non so chi siete ma volevo dirvi che volevo un bene immenso ai due gemmelli e rimpiango che il rapporto che avevo con loro non sia stato sempre così intenso come invece lo è stato negli ultimi anni prima della loro scomparsa.Sentirvi ricordare Catiuccia mi riempe di gioa perchè il suo non è un nome da citare nei “fatti di mafia” ma è stata una vittima della stessa ed è giusto non dimenticarla, spero che questo sito sia un modo per iniziare a ricordarla serenamente per quella che era davvero, semplice, dolce con tutta la vita davanti e soprattutto innocente.
cmq non sapete quanto mi manchino.
Volevo chiedervi un favore, dal momento che li conoscevate così bene, regalatemi un bel ricordo della simpatia di Giuseppe e della dolcezza di Catiuccia, mi fareste davvero felice.
x kandy………. intanto ciao, tu ai capito chi siamo io e simply, io invece nn o capito ne chi sei tu ne tantomeno simply, cmq riguardoa Caterina volevo dirti che e’ rimane nel mio cuore , la sua dolcezza , la sua saggezza che metteva nei discorsi verso noi tutti e sopratutto i suoi fratelli era sempre costante, ogni giorno che passava cresceva una donna che oggi sarebbe siuramente al’altezza di poter dirigere cariche pubbliche con onore per tutta alcamo, sarebbero tante le circostanze da poter scrivere , ma su una cosa sono daccordo che Caterina e sicuramente una vittima della mafia ” come tutti noi “. ciao kandy e se puoi parlami un po di te !!!!!!!!!!!!
ciao guidaloca mi
spiace ma non ho capito nè chi sei tu nè tantomeno simply sono sincera quando dico che volevo solo un bel ricordo di loro due e mi ha fatto davvero piacere sapere che ci sia gente che li ricordi bene e sappia che lei era solo una ragazza innocente.grazie tante per avermi regalato un tuo pensiero su di lei e per avermi risposto. a presto
CIAO KANDY A PRESTO……….
ma vincenzo lo porto è un caso di lupara bianca? il suo corpo fu mai ritrovato?
comunque complimenti per il sito. davvero uno dei migliori siti alcamesi
x alcamo83………….. si o letto un articolo sl giornale che dava lo porto morto er lupara bianca,peccato suo figlio a preso una brutta strada, a quanto so e detenuto per droga, agari con il papa’ vivo nn avrebbe preso questa strada che nn porta tnto lontano. ciao
grazie guidaloca. mi piacerebbe pubblicare ua cronologia du tutti i morti per mafia e con le loro foto su facebook. molti miei coetanei non conoscono per niente questa faccenda e ritengo sia molto grave. ma purtroppo su google le foto non si trovano. penso sia anche un modo per ricordare e render giustizia alle vittime innocenti
X guidaloca
in questi giorni non si fa che parlare degli ultimi arresti e su internet ci sono mille video sulle immagini trasmesse dai tg.Io ho un ricordo molto debole dei ragazzi della “biviratura” avevo 13 anni e non conosco così bene tutte le vicende che si sono susseguite ma ti dico anche che ricordo bene la faccia della Greco, vederla arrestata è stato un piacere speriamo proprio che rimanga dentro a lungo.cmq ci tenevo a dirti che non riuscirei mai a parlare di me su un sito internet….sono molto introversa quindi non ti offendere.però un ricordo te lo posso regalare pure io…quando Filippo passava ancora i suoi pomeriggi con gli altri nel suo quartiere molto tempo prima che succedesse tutto, a volte si appartava sedendosi sul muretto di fronte la discesa del santuario un pò in disparte, io mi ricordo alcuni momenti di quel periodo anche se lui non penso proprio facesse caso a me. Sai a volte penso che questi ragazzi si fossero sempre sentiti più grandi di quanto lo fossero veramente.Chissà se Filippo ha ancora quello sguardo così deciso e quel carattere forte e saldo. Ciao guidaloca e a presto
x kandy……..wow !!!! mi vengono i brividi x l’emozione nel ricordare quei momenti…..penso che filippo abbia ancora oggi quel sguardo e spero che nn sia inferocito per la morte del papa’ e dei suoi fratelli, lo conosco bene ed sarebbe molto cattivo,cmq nn e un problema che si puo affrontare cosi’ ,poi kandy nn volevo assolutamente che tu mi parlarsi di te in un blog ma semplicemente speravo di poter capire chi sei semplicemente per poter continuare a discutere senza dover preoccuparmi se fai parte dei buoni o cattivi, io oggi ho famiglia e nn ci tengo a passare qualche brutto malinteso, certo sarebbe meglio nn scrivere niente lo capisco ma spero che qualche piccolo fatto da me vissuto lo posso anche raccontare , sempre se a qualcuno interessa , sarebbe un modo per fare capire a qualcuno che qui piccoli rgazzi temuti da tutti a qul epoca esrano solo ragazzi un po incoscienti e nn mafiosi o killer come descritti dalla stampa, si vero quache mostro c’era ma e’ in prigone come giusto che sia, io nn sono uno uomo omertoso io odio l’omerta ma capisco che stiamo parlando di un argomento molto spigoloso e sopratutto in un blog molto letto, quindi kandy tranquilla nn voglio che mi scrivi niente di compromettente per te. beee certo anna grego e famiglia dovrebbe marcire in galera , e tutta colpa lro se alcuni dei miei migliri amici e stato coninvolto in certe brutte storie . ciao kandy,ciao roby.
ma di quale filippo state parlando? comunque non credo che fossero solo ragazzi un pò incoscienti. sicuramente obbligati a quello stile di vita dalle famiglie e dalla mentalità in cui sono stati forgiati, ma le verità giudiziarie su di loro dicono ben altro. (mi riferisco a tutto il clan greco)
x gudaloca
non ti conosco neppure ma dalle tue parole penso che tu sia una persona di cui fidarsi. se vuoi sapere se sono un diavoletto o un angelo credo proprio che hai trovato un angioletto che per tutta questa storia ha solo sofferto per la perdita di persone care senza conoscerne davvero i fatti.
Vivevo nella zona opposta del paese e venivo da piccola solo per giocare e per questo ricordo poche persone e fatti.
Cmq lo spero anch’io per lui.Sai ho paura però che ci stiamo inpadronendo di questo sito…..non ci taglieranno mica fuori?speriamo di no anche perchè aver trovato una persona “angelo” è un piacere,ciao a presto
x alcamo83………..parliamo di filippo pirrone fratello di giuseppe e katy, e nn si e detto che era un ragazzo innocente ma un ragazzo semmai molto sveglio e nn e certo compito nostro giudicare, o no?
ma io infatti non giudico nessuno. non è compito mio. ho solo detto che chiunque (me compreso) fosse cresciuto in certi ambienti avrebbe preso una cattiva strada. però purtroppo nonerani stinchi di santo. è questo il senso del mio discorso
beee e facike dire cosi……………cmq parliamo delle stesse cose ma in modo diverso forse, che dici?
x kandy………….
mi spiace tantissimo per i cari che ai perso, sono davvero amareggiato sapere cio’, cmq noi nn ci stiamo impadronendo di niente , anzi stiamo alimentando un blog che a mio parere puo servire per dare sfogo ad ognuno di noi la propia opinione di fatti accaudi tanto tempo fa’ , addirittura oltre la propia opinione possiamo raccontare episodi che abbiamo vissuto cosi chi legge capisce meglio quello che e accaduto quei tampi, eeeiiii kandy grazie mille per l’angelo ricambio di cuore ma sono soltanto un ragazzo che e cresciuto in un quartiere di alcamo rovinato da una famiglia che ancora oggi fa parlare di se sui giornali, e’ una vergogna come certi delinguenti chiamati mafiosi sono ancora in giro a estorcere la gente perbene che si fa’ un culo’ cosi per campare.kandy nn devi averepaura di niente e di nessuno fidati le cose per fortuna oggi sono parechhie cambiate, se i vogliono togliere dal sito basta che ce’ lo dicono e noi torniamo da dove usciamo da dove siamo entrati. ciao kandy. ciao roberto dimmi tu se mi sto impadronando del tuo blog ?
ragazzi…………………………. vi anno morso le dita?……………
…Non leggevo da molto questo blog ma parlate di persone a me un tempo molto vicine..Io non ho mai vissuto la vostra realta di Alcamo ma ho conosciuto Filippo nel soggiorno obbligato al mio paesello…Filippo sicuramente avrà le sue colpe e Dio solo sà quanto gli è costato pagarle…Le sta ancora pagando e alla fine è anche giusto così…Io ho amato tanto quel filippo che descrivete con gli gli occhi cattivi …Bè , io forse ho visto altri occhi e se posso dirVi una cosa lui STA DAVVERO PAGANDO !!!!! Per kandy … Non so chi sei ma il solo fatto che parli della mia dolce Caty così ti rende già un angelo…. Rispondi solo a questa domanda , forse capirò chi sei… Me l hai detto tu al tel della sua morte ??? Non commenterò ulteriormente … dimmi solo si o no …Quando ho scoperto questo sito non volevo parlare di Filippo , certe cose le ho scoperte solo dopo , quando non potevo piu’ vederlo..Non so perchè abbia fatto alcune scelte nella sua vita ma io ho conosciuto un altra persona ..a prescindere da questo a me premeva parlare di LEI e di Peppe….Un dolce pensiero : Non ho mai visto occhi piu’ dolci della mia Caty ….le venivano le rughette quando sorrideva !!! Ahahah… Sorriderà sempre tra i miei pensieri…è cosi che voglio ricordarla….Anche se lei di felicità purtroppo ne ha avuta molto poco….e a Peppe lo ricordo come il Gigante Buono….Vivranno sempre nel mio cuore ….Ciaoo
ma filippo pirrone, il fratello dei gemelli, è ancora vivo? comunque per mandanti ed esecutori dell’omicidio del gemelli è stato riconfermato l’ergastolo al processi di secondo grado. qui c’è la notizia: http://www.paesenotizie.it/balestrate/balestrate-confermato-in-appello-lergastolo-per-il-boss-vito-c.html
comunque certe cose non le capirò mai: entrambe le fazioni si sono massacrate a vicenda per anni e adesso sono alleate o qualcosa del genere. come fai a guardare in faccia chi ti ha ucciso una persona cara? mah.
Vito Coraci – un alcamese che si è trapiantato a Balestrate – era rimasto fermo 4 anni, perchè una perizia lo aveva ritenuto incapace di stare in giudizio, per motivi di salute. Successivamente i nuovi accertamenti disposti dai giudici avevano stabilito che l’imputato poteva essere processato regolarmente. Coraci – che è detenuto anche per altri fatti – si trova attualmente agli arresti domiciliari proprio per le precarie condizioni di salute………
CHE GIUSTIZIA E’ QUESTA ???? L’Ergastolo a CASA!!!! Non so come altro commentare questa sentenza…aiutatemi voi ….
Come si fa a morire/ammazzare per sbaglio ?? e NON PAGARE ….
Si , Filippo è ancora vivo …..nn so se sia vivo internamente …ma non è morto se era questa la domanda ….Avrà fatto i suoi errori … ma li sta anche pagando e li ha pagati amaramente ….Sono sicura che nei suoi occhi adesso ci sarà anche tanta tristezza ..Non credo sia facile per lui , quindi preferirei non parlare di questo….
Grazie comunque per il link….Leggendo l’ articolo mi chiedo se la guerra finirà mai …. La speranza rimane avere giustizia …. anche per quelle persone che muoiono per sbaglio !!!
Ciaoo
x alcamo83…………………..vedi che l’amore va ben oltre le sentenze,capisco benissimo simply, io se potrei tornare indietro i miei amici nn li abbandonerei mai, anche alla luce dei fatti accaduti, emolto difficile spiegare certe cose bisogna solo viverle per poerle capire. ciao
x simply………….. mi spiace che sofri di cio’ , leggo tra le tue riga una certa sofferenza…………io ti capisco benisimo , filippo e un ragazzo con le palle , che certe volte usandondole uno si mette in certi guai che ci cambiano la vita….. povero filippo !!! chi di noi ha due fratelli uccisi in un colpo solo, il papa’ morto e la mamma sola ? chi di noi porta dentro delle ferite che nn guariranno mai? sono sicuro che filippo sia molto pentito delle sue scelte fatte al’epoca…………..ciao simply.
infatti io parto sempre dal presupposto che non bisogna mai giudicare nessuno. certo che li sta pagando i suoi errori e mi dispiace che un uomo debba patire tutto questo. volevo solo capire (ed è chiaro che non mi riferivo al pirrone, visto che lui non è implicato negli ultimi arresti) come possano nascere certe alleanze che vanno al di là di qualsiasi logica umana.
sono daccordo con alcamo83…………………..
xalcamo83 quelle di oggi sono tutte buffonate! in qunto ai greco l’unico potente lorenzo junior
allora erano buffonate anche quelle di anni fa, visto che i protagonisti sono pressappoco gli stessi. beh io credo che non siano solo buffonate. le mafie cambiano alleanze secondo le congetture storiche. è sempre stato così. lorenzo junior sarabbe il npote di quello che è stato arrestato ultimamente?
buffonate? …………………. ma ci sei o ci fai?
buffonate perchè i veri mafiosi sono liberi ed incensurati!
lorenzo junior e il nipote del arrestato
come componente del clan greco manca gaspare lombardo e tanti altri !
ma poi scusa gli estorti sono tutti prestanomi della mafia!
per roberto scurto quando li prepari gli articoli su filippi e greco?
x xxxxxxxxx82 …. vedi che l’elenco del clan greco e lunghissimo………perche poi gli articoli su fiippi e greco ? se si sa gia tutto quello che sapere !!!! cmq ciao
simply,kandy , che fine avete fatto ?
xxxxxxxxxx82 mi sembri molto deficente dai tuoi commenti……….
x guidaloca la gente non sa i ragazzi di ora non sanno! perchè voglio vedere ke scriverranno nel articolo
il clan era lungissimo al ‘epoca
Bravo Roberto. Complimenti per il Sito, è veramente interessante leggere commenti di gente che parla di soggetti protagonisti di fatti di Mafia spesso, evidenziandone il lato positivo più che il lato negativo. Si, perchè credo che non si nasce mafiosi ma lo si diventa!!! E’ allora cosa spinge una persona a diventare mafioso? Forse se capiremo questo si può dare veramente un grosso contributo alla società. Io da ragazzo ho studiato ad Alcamo e in classe con me ricordo c’erano Francesco Domingo e Vincenzo Milazzo (dell’ultimo non ne sono sicuro che poi fosse lo stesso che è diventato protagonista dei fatti narrati anche nel tuo sito, in quanto dal 1977 non lo ho più incontrato, anzi fammi sapere se il Milazzo da giovane ha frequentato l’istituto Agrario di Piazza Ciullo se occorre ti invierò una foto dell’epoca). Erano ragazzi vivaci ma niente lasciava prevedere che potessero avere un futuro cosi. E’ allora mi sono chiesto perchè sono cambiati radicalmente?. Chè cosa è successo a loro per farli diventare “mostri”? Il caso ha voluto che in quella classe oltre a loro c’ero io e un altro, che abbiamo poi dedicato, e tuttora dedichiamo, la nostra vita allo Stato indossando la divisa delle forze dell’ordine, altrimenti avrei pensato che il male era nato in quell’aula. Dal 1980 vivo al Nord ma sono ritornato per conto dello stato ad Alcamo nel 1991, 1992 e nel 2004 ma non ho mai capito come quei allora ragazzi, seppure vivaci, potessero essersi trasformati in quel modo.
Un caro saluto e spero che le testimonianze di un appartenente alle forze dell’ordine possano essere apprezzate dai tuoi lettori.
caro franco grazie per i complimenti. Ovviamente le testimonianze di un appartenente alle forze dell’ordine sono più che gradite. Se vuoi confrontare le foto del Milazzo inviami pure via mail una foto scansionata dell’epoca e vediamo cosa esce fuori.
Sono poi d’accordo con te: mafiosi si diventa e ad Alcamo una marea di persone apparentemente insospettabili sono più o meno volontariamente parte di questa rete del malaffare. I motivi sono tanti, purtroppo sempre gli stessi.
ciao
ciao guidaloca ci sono sempre e continuo ad essere sempre della stessa idea….credo che quei ragazzi non erano mostri ma che si siano fatti coinvolgere da eventi più grandi di loro e persone sbagliate che non hanno fatto altro che manipolarli.
mi fa piacere leggere la testimonianza di Franco come una persona che invece ha scelto di stare dalla parte giusta.
credo che la mafia da noi non sia solo quella sanguinaria che conosciamo tutti, siamo onesti ragazzi la mafia da noi è pane quotidiano e sta principalmente nell’atteggiamento di tutti….è scioccante come si respiri anche in un ufficio pubblico…non si rispetta nessuno….una fila, un concorso, una donna, abusivismo, parlare ovunque a voce altissima, urlare e battere i pugni se in ospedale non ci danno quello che vogliamo, inveire contro le forze pubbliche, sparlare pure dell’aria e poi votare sempre le stesse persone, la verità è che tutti fanno tutto quello che vogliono senza pensare se il proprio comportamento può dare fastidio a qualcun’ altro e se qualcuno prova a parlare viene isolato e si sente dire la nostra mitica frase ” chi problemi ha?”…..ragazzi in questo sito si parla di fatti reali e pesanti ma vi prego riflettiamo anche sul nostro atteggiamento quotidiano,,,,iniziamo dalle piccole cose, dagli atteggiamenti e dalle nostre decisioni a scegliere di stare dalla parte giusta
CHE NE PENSATE TUTTI?
x simply anche per ma Peppe era un gigante buono e spero per il fratello che se un giorno dovrà finire la sua condanna non venga più qua e si rifaccia una vita serena come merita.
ciao a tutti
Grazie Kandy per il tuo breve commento sulla mia testimonianza. Mi ha fatto molto piacere. Sento il dovere di complimentarmi con te per la condivisibile e reale analisi che hai prodotto sulla cultura mafiosa. Bravissima. Mi auguro un giorno di sentire illustrazioni simili anche dai mezzi di comunicazione, ne potrà trarre giovamento la società civile. Spero vivamente che una come te possa far parte dell’apparato statale. Va fatta comunque una attenta riflessione su ciò che hai scritto, ad esempio: se uno alza la voce in ospedale può anche essere che non riceva la pertinente attenzione e quindi, anche se è sbagliato, può essere una naturale reazione di difesa. Diciamocela tutta: Cultura mafiosa è anche la diffusa assuefazione del dipendente pubblico nel considerarsi inamovibile e privo di doveri verso il pubblico. Non credi? ———–
Sapete quante volte, nella mia infanzia, trascorsa in un paese non lontano da Alcamo, e poi da Poliziotto in giro per Italia, mi sono chiesto, che vita fa’ un mafioso? Può essere felice? A questa mia domanda mi sono risposto, come spesso faceva Sciascia, con altre domande: Può un mafioso condurre una vita normale? Può festeggiare liberamente un proprio evento? Può battezzare alla luce del sole un figlio? Può sposarsi e festeggiare il proprio matrimonio serenamente? Può ….. Per quanto ne so io anche il Milazzo ha dovuto rimandare il proprio matrimonio per sfuggire alla cattura, poco tempo prima della sua tragica fine. E’ allora, la chiamate vita questa? Possono essere uomini e donne liberi e soprattutto intelligenti quelli che scelgono questa vita? Credo che la logica spiegazione alla mia riflessione stia nel concetto che sta esprimendo questo sito: “Mafiosi si diventa non si nasce”. Sono convinto che diventare mafiosi è una cosa che avviene graduale e senza consapevolezza, spinti da fattori esterni alla propria persona le cui debolezze interiori impediscono di conoscerne le tragiche conseguenze. Anzi, l’illusione accompagna a pensare alla conduzione di una vita dove ogni bizzarria è soddisfatta. Poi, quando ci si sveglia dal “letargo” ci si accorge di trovarsi in un mondo più grande di se stessi, e allora emerge la necessità di affermarsi tra i criminali costringendo il soggetto a concorrere con gli altri per commettere il crimine più mostruoso, Si, perché devi essere il più “bravo” altrimenti sei “nessuno” o non sei gradito al “capo”. Il mio pensiero, credo sia anche influenzato dalla mia attività quotidiana e mi scuso se sarà diverso dal vostro. Voglio portare una mia testimonianza diretta, che estraggo dal mio incontro con un personaggio allora noto alle cronache nere Siciliane. Durante il mio breve trascorso, da appartenete alle forze dell’ordine in Sicilia, nel 1992 partecipai all’arresto di un criminale a Partinico (PA). Nell’occasione facemmo irruzione, di buon mattino, nell’abitazione del ricercato e durante le operazioni di perquisizione toccò a me svegliare un bambino, credo da scuola elementare, che dormiva nell’appartamento. Gli occhi pieni di sgomento di quel bambino non li ho mai dimenticati, ma non ho mai dimenticato neanche l’imbarazzo del padre per quella scena che avvenne alla presenza del figlio. Credo che egli, forse per la prima volta, abbia compreso che “razza” di sbaglio aveva commesso. La certezza, di quanto ho appena scritto, la ebbi quando quell’uomo mi implorò di non portarlo via in presenza del bambino, ma di aspettare che il figlio andasse a scuola in modo tale che qualcuno avrebbe avuto il tempo di trovare le parole adatte per giustificare l’accaduto al ragazzino. Naturalmente, ritenemmo opportuno assecondare il desiderio dell’uomo. Non era un mafioso di primo piano, ma sono convinto che egli si sveglio dal “sonno” solo allora. Allora, credo comprese che era “fumo” tutto ciò in cui aveva creduto.
A Roberto, chiedo se ha ricevuto privatamente la mia foto e la sua impressione con una risposta privata.
Grazie per l’attenzione e un saluto a tutta l’Alcamo bene. Franco.
CIAO KANDY………..FINALMETE CI RISENTIAMO, KE BELLO !!!! UN SALUTO ANKE A FRANCO, A PROPOSITO SE AVRO UN PO I TEMPO NEI PROSSIMI GIORNI TI DO ALCUNE RISPOSTE, CIAO ROBERTO.
scusate ho sbagliato voglio aprofittare di questo blog e dire alle persone che fanno di prestanome di rinunciare a tutto questo si vive meglio da poveri e liberi chè avere a chè fare con ste bestie . bestie che ”sistemano” le loro famiglie e distriggono la vostra e con là scusa del pentimento vi inc…….. a voi danno lè briciole e vi tolgono là liberta dovete fare i surdati e loro pezzi di merda passano per uomini ma sempre di merda si pentono e fanno la bella vita. ho letto in un altro blog un pensiero un uomo chè sogna rimane un sogno tanti uomini chè sognano si può trasformare in realtà io mi auguro chè là sicilia un giorno non abbia più paura di questi loschi personaggi e di persone chè gli leccano le mani. essere mafiosi e prestanomi e là stessa cosa ricordatevi chè colpiscono solo a tradimento perchè non anno coraggio sono vigliacchi il 41 bis non lò devono toccare anzi lò devono inasprire per rispetto a tutte le persone chè anno ucciso e rovinato aprofittando di qualche debolezza là mafia non paga e come diceva falcone se ricordo bene e un fatto di costume a un inizio e una fine e io spero chè finisca presto scusate e buona sera
complimenti Roberto, peccato che gli argomenti trattati esulano perlopiù dalla realtà di quel tempo…..
A Franco: si, quel tuo compagno di scuola era proprio quel, che poi diventò, famigerato boss.
Ciao Carlo, puoi confermi che il tristemente noto Milazzo ha frequentato L’Istituto Agrario di Alcamo nel 1977? Se è lui abbiamo frequentato insieme l’ultimo anno di scuola, prima del diploma. Io ricordo che c’erano 2 Milazzo, in classe con me. Mariano, era un bravo ragazzo mentre Vincenzo era ripetente e poco interessato alla scuola. Con quest’ultimo io non intrattenni mai un rapporto di assidua frequenza, forse perchè egli era di qualche anno più grande di me.
Ciao Guidaloca, aspetto ancora le tue graditissime risposte.
Un Cordiale saluto a Roberto, non mollare mai!!!!
Si, ti confermo che era il “non bravo ragazzo”…lasciamo che sia Dio a giudicare chi sono i buoni e i cattivi….. e ringraziamo i nostri genitori che ci hanno saputo indicare la retta via….A Vincenzo qualche anno prima che fosse tuo compagno di scuola gli uccisero barbaramente il genitore, possiamo noi capire quello che può provare un ragazzino di 16 / 17 anni???!!!!…..non che giustifichi il suo “modus operandi”…ma….quanti ordini impartiti da benemeriti criminali esegui inconsapevolmente?…eppure pensi di essere dalla parte dei buoni….
Cordiali saluti
Grazie Carlo, per la tua risposta. Lui non parlò mai della morte del padre con i compagni ed io lo apprendo solo ora da te. Ho sempre pensato che “criminali si diventa e non si nasce”, allora non ne ha mostrato alcun segno. I lontani ricordi che ho di Vincenzo non sono tutti negativi: sì, era un ragazzo a cui non piaceva molto studiare, penso che non si fosse ben inserito nel gruppo, ma non ricordo che abbia mostrato atteggiamenti o commesso azioni tipici del “prepotente”. Quest è la mia testimonianza, naturalmente lascio a Dio il più autorevole giudizio.
E’ sicuramente una bruttissima esperienza perdere un genitore, e se questo accade in modo violento credo lasci un segno indelebile, su chiunque, per il resto dei propri giorni. Ma sono fermamente convinto che “chi abbia subito un torto non è certo giustificabile se lo renderà ad altri”. Lungi da me ogni proposito di polemizzare con te, non ne ho la più pallida intenzione, ma non capisco perché cerchi di attribuirgli delle attenuanti.
Calorosi saluti
Polemizzare non è, anche, da me.
Ti avevo scritto che:….” non che giustifichi il suo “modus operandi”….” e tu, correttamente e da persona intellettualmente profonda mi “contesti” di attribuirgli attenuanti…bravo, complimenti!!
Ti risponderò in sintesi: più che l’ordinamento giuridico e quindi la legge dello stato italiano che impone in ogni aula di tribunale la dicitura, palesemente irreale, “LA LEGGE é UGUALE PER TUTTI”, io ho stima e rispetto per la LEGGE PIù ALTA DELL’ESSERE UMANO, la coscienza….quest’ultima fa un’analisi mooooolto approfondita di tutti quei micro e macro fattori che hanno concorso affinchè siano stati commessi fatti più o meno gravi, pertanto in linea di massima le attenuanti generiche sono quasi di prassi.
con stima
Franco, t’invito ad una riflessione e a un commento:
fin dai tempi remoti le guerre hanno avuto un filo comune denominatore, l’arricchirsi di uno stato a discapito dell’altro, depredandolo, sottomettendolo e usandolo ad uso e consumo. Ma oggi che siamo pregni di una splendida “democrazia….dittatoriale….”, quindi portatori di pace, con bombe intelligenti, fuoco amico, e i nostri eroi non esitano a bombardare una scuola, unospedale provocando carneficine di innocenti…ma ovvio….c’era il sospetto che qualche terrorista si annidasse in quella struttura!!!!
Al ritorno in patria gli “esecutori materiali” saranno accolti con tutte le onoreficenze del caso, EROI!!!!!! se successivamente uno di questi eroi, ritornando alla vita civile uccidesse un pedofilo che sta abusando della sua bimba/o ……CRIMINALE!!!!assassino!! in galera deve marcire!!!!! T’invito a non dirmi che lo avrebbe dovuto denunciare…..
Carlo
Mio caro amico Carlo,
Speriamo di non andare fuori dal tema proposto da questo blog. Chiedo scusa a Roberto se cosi è. A me fa piacere intrattenere un colloquio con chi ha idee diverse dalle mie. Credimi provo meno piacere sentirmi riferire il fatidico ritornello, magari con ipocrisia, “tu hai ragione”. Penso che dal confronto civile di idee contrapposte se ne esca culturalmente più ricchi. Io non credo di averti mai incontrato nella mia vita ma dai tuoi racconti sono portato a ritenerti una persona “pessimista” (scusa se mi sbaglio; è possibile, non sono uno psicologo). Non mi appari una persona che abbia intensa considerazione dell’ordinamento giuridico. Io credo che nessun ordinamento giuridico, di qualsiasi nazione, si possa considerare “perfetto”, ma penso che ognuno di noi, nel proprio piccolo, debba adoperarsi affinché le regole siano perseguite. Come componente delle forze dell’ordine, mi sforzo ogni giorno per comprendere le motivazioni che hanno condotto un soggetto, che magari sto esaminando, a commettere una definita violazione. In quel momento io rappresento lo Stato Italiano, e da me, il cittadino è legittimo che pretenda tanta attenzione. Talvolta, non fermarsi alle apparenze può essere utile alla vera giustizia. So anche che molti mi imitano, ma so anche che non sono tutti. Ma ho detto prima che ognuno di noi deve adoperarsi nell’ambito della propria condizione.
Rispondendo al Tuo invito Ti dico che gli uomini nel corso dei secoli hanno commesso molti errori e chissà quanti ancora ne faranno. Noi umani non siamo “esseri perfetti” ma questo non vuol dire che non bisogna migliorarsi. Sarebbe bello constatare che la legge della “coscienza” possa governare anche sulla terra e senza tregua, ma finché cosi no è credo competa ai comuni mortali, purtroppo con tutti i loro difetti.
Come ex ufficiale dell’esercito rammento che mi addestrarono a prendere decisioni che Dio solo sa quanto sono contento di non averli mai presi. Ma se un terrorista, che sta dirottando un aereo e ipoteticamente può uccidere centinai di essere umani schiantandosi su una città, solo perché questa è abitata da gente culturalmente diversa da egli, qualcuno dovrà pur decidere se salvare chi sta volando o la città abitata da miglia di persone. Non credi? Pensi che sia facile prendere cosi delicati decisione? Se il militare e/o “eroe” che ha premuto il grilletto successivamente uccidesse un pedofilo che ha stuprato una ragazzina/o, mi verrebbe voglia di non arrestarlo ma lo farei lo stesso, altrimenti sceglierei di andare a vivere nella giungla.
Un caro saluto oltre che a te anche a Roberto che ci ha consentito di colloquiare.
La forza della mafia è data dall’assenza dello stato sul territorio, prima di tutto la disoccupazione, ed infine, la subcultura…..
Un ragazzo che non ha alcuna prospettiva di lavoro ha più possibilità di essere irretito dalla mafia…..se lo stato avesse garantito l’Art. 1 della costituzione, ….caro Franco, pensi che la mafia sarebbe stata così forte nel tempo? la guerra di mafia nel 90 ne è l’esempio, tutti ragazzi privi di prospettive lavorative che venivano usati…
Come vedi sono riuscito a rientrare nel tema del blog….
Ciao Franco
Ciao Roberto, e scusa se in qualche modo ci siamo allontanati dal tema principale
Già, lo Stato è sempre assente. Ma chi è lo Stato? Mi sembra di ricordare che lo Stato è un’organizzazione politica e giuridica sovrana di una comunità strutturata in forma stabile su di un determinato territorio. Già, una comunità; in altre parole un insieme di cittadini, vale dire io i lettori di questo bog e tanti altri ancora. Poi mi sembra di ricordare che il 2° comma dell’art.1 della nostra costituzione attribuisce la sovranità dello Stato al popolo che la esercita principalmente con il voto, che mi sembra sia segreto!!!! Orbene, sono alcuni anni che non ho il piacere di tornare ad Alcamo (non è il mio paese ma mi manca molto) ma mi pare che sotto il monte “Bonifato” ci siano ancora i cittadini, il Comune, le Forze dell’Ordine, L’Agenzia delle Entrate, le scuole, l’ospedale, le/il…….: Quindi, lo Stato c’è. Ma da quando apprendo da Carlo sembra che non ci sia più. Non c’è, o non funziona? Io credo che non funzioni. E’ allora cari amici facciamolo funzionare!!!!! Vogliamo pagare le tasse secondo la nostra capacità contributiva come ci impone la Costituzione? Vogliamo rispettare le file negli uffici? Vogliamo posteggiare dove si deve? Vogliamo pretendere le dovute cure se andiamo in ospedale? Vogliamo ricordare al pubblico Ufficiale di esporre il proprio cartellino identificativo? Vogliamo esigere dal responsabile di un Ufficio Pubblico che deve risponderci ad un quesito entro 30 giorni altrimenti scattano le sanzioni di cui all’art. 328 del Codice Penale? Vogliamo rammentare alle forze dell’ordine di vigilare di più su di noi? Vogliamo…… potrei continuare per ore. E allora se non facciamo almeno le cose che ho appena accennato penso che lo Stato non lo vedremo mai. Volete che vi dica la mia? Sono convinto che il popolo Siciliano abbia le capacità tali da riuscire a porre in essere fatti che potrebbero andare anche ben oltre le cose che ho appena detto purché trasformi quella “cosa” chiamata “orgoglio”, di cui non siamo secondi a nessuno nel mondo, in energia positiva che risvegli in noi la voglia di compiere fino in fondo i propri doveri e pretendere i propri diritti.
Quando ho scritto per la prima volta in questo blog mi sono proposto di portare qualche mia testimonianza, acquisita durante la mia trentennale carriera nelle forze dell’ordine, che magari riguardasse Alcamo. Bene, nel 2004 fui chiamato a dirigere un gruppo di uomini in divisa che si occupò di indagare su una truffa, avvenuta su scala nazionale, che riguardava l’illecita compravendita di Diritti di Reimpianto Vigneto (Catastino). Tali Diritti comprati illecitamente in Sicilia, attraverso una complessa rete di soggetti accondiscendenti raggiungevano il Nord Est d’Italia per essere impropriamente rivenduti, con falsi contratti, ad un prezzo maggiorato di 30/40 volte. Veniva perfino rilasciata una falsa fattura, apparentemente redatta dall’ignaro contadino Siciliano dove quest’ultimo risultava avere incassato l’intera cifra. Tra i comuni più interessati vi era proprio Alcamo. Con la proficua collaborazione delle locali forze dell’ordine acquisimmo le testimonianze di un centinaio di contadini Alcamesi, ai quali venne chiarito loro il proprio ruolo di inconsapevoli vittime. Il magistrato inquirente decise di inviare anche me ad Alcamo proprio perché conoscitore del territorio e delle abitudini locali. Durante l’indagine venne chiesto a tutte le persone escusse se volevano querelare i loro truffatori, che comunque non erano mafiosi (In questo caso occorre la querela di parte). Carlo, nell’occasione lo Stato c’è stato ad Alcamo ma nessuno, dico nessuno chiese allo Stato di punire chi lo aveva truffato e quindi pretendere che lo Stato funzionasse!!!!
Scusate lo sfogo. Un Cordiale saluto.
FRANCO
Caro Franco, non hai fatto altro che esporre una millesima parte delle problematiche afferenti il territorio di Alcamo, dal tuo punto di vista, in base alle tue esperienze e a tutto ciò che ti hanno inculcato durante i vari corsi di preparazione professionale.
Orbene, come una goccia di pratica vale più di un’otre di teoria, così, miliardi di belle parole valgono nulla al cospetto di una sola realtà….quella che tutti abbiamo sotto il naso e che pochi riescono a vedere….
Ovviamente quando si tratta di “catastini” abbiamo uno Stato vigile, inflessibile, pronto a lapidare i colpevoli di questi “piccoli furtarelli”, ahimè…tutto cambia quando si tratta di immensi furti o crimini…….il ponte sullo stretto….sai quanti milioni di euro paghiamo mensilmente per la mancata realizzazione alle ditte che si sono aggiudicate l’appalto?…
Falcone…..Borsellino….SONO STATI LASCIATI SOOOOOLIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!
Nicola Calipari……..fuoco amico…..se la memoria non m’inganna, proprio oggi dovrebbe ricorrere l’anniversario……vedremo quanti lo ricorderanno…..
Di tutto ciò, ovviamente ne saremmo responsabili anche noi, in virtù del 2 comma dell’art.1……
Ma lasciamo stare queste corbellerie che ho appena citato…, concentriamoci sui “catastini truffa” e sulle responsabilità morali del piccolo contadinello che ha paura di querelare…..Attenzioniamoci anche sul povero operaio che con il misero salario non sa come arriavare alla fine del mese…..se non pagasse le tasse…come farebbero i nostri Dei politici a pagare le escort? e le serate mondane?…ricordiamoci che lo Stato siamo noi……
Non è un mio sfogo, solo un semplice punto di vista.
Mio caro Carlo,
Sulla questione dei “catastini”, non ti voglio convincere della reale importanza di quel servizio, anche perché potrei sembrare odioso. Ma se abiti ad Alcamo, che era una delle città Siciliane interessate da tale fenomeno, hai la possibilità di chiedere maggiori dettagli a qualche agenzia del settore così scoprirai da solo i nomi di alcuni politici di primissima importanza nazionale (di entrambi gli schieramenti) ai quali abbiamo impedito di continuare ad utilizzare i falsi contratti d’acquisto e le false fatture per “rubare” incendi contributi Comunitari. Forse, migliorerai il tuo parere sulle forze dell’ordine, anche se penso che il tuo pessimismo te lo impedirà!!!!! Su Falcome e Borsellino, lo sanno tutti che sono stati lasciati da soli. In quel periodo, prestavo servizio a Palermo e partecipai al trigesimo di Falcone; ti assicuro che era palpabile l’imbarazzo di alcune autorità che per ragione di protocollo furono costretti a partecipare alla cerimonia religiosa. I grossi furti di Stato si possono combattere se prima si aggrediscono i piccoli. I nostri cari “vecchi” ricordo dicevano sovente “la costruzione di una casa si inizia dalle fondamenta e non dal tetto” A me piace tanto ricordare una frase di Platone, “Ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi”. Fino allora cerchiamo di fare tutti del nostro meglio. Dei miei compagni di scuola Alcamesi ho bellissimi ricordi. Nel 1977, nell’ambito di una protesta nazionale, occupammo l’istituto agrario di Alcamo per tre giorni e tre notti, per farci riconoscere l’”Albo degli Agrotecnici”. Nemmeno l’intervento della Polizia ci fece desistere dalla nostra azione in cui tanto credevamo. Possibile che i figli dei miei ex compagni siano oggi cosi arrendevoli come te mi fai intendere? Prima di abbracciarti, ti voglio fare una domanda: secondo il tuo punto di vista, Alcamo è perduta per sempre? La vuoi lasciare governare ai mafiosi o hai una soluzione percorribile da proporre alle Autorità per “guarire” i mali della città che fu di Cielo D’Alcamo?
Questo colloquio, per quanto mi riguarda si concluderà qui. È stato bellissimo scambiare opinioni con Carlo: talvolta con toni accesi ma sempre riverenti l’uno dell’altro. Vuol dire che siamo due persone per bene e, se anche parliamo un linguaggio differente, penso abbiamo un unico obiettivo: “il bene della città di Alcamo”.
Vivissimi saluti, e se Carlo è d’accordo invito i lettori del blog ad intervenire sul nostro colloquio.
FRANCO
Il bravo Roberto ha scritto un ottimo articolo anche se con qualche errore dato dalle stesse fonti a cui ha attinto. Leggendo gli ultimi commenti invece dico semplicemente perchè non tentiamo tutti noi lettori di questo blog di chiarire meglio nomi,cognomi e luoghi dove sono avvenuti tutti questi omicidi.
Da mesi che cerco giornali dell’epoca e trasmissioni degli anni novanta sulle guerre di alcamo. visto che questo sito è oramai punto di riferimento per chiunque vuole informazioni sulla mafia alcamese perchè non miglioriamo gli articoli di Roberto con testimonianze, foto eccetera.
Con questo non voglio dire che Roberto non fa un ottimo lavoro ma lo vorrei sostenere insieme a tutti quegli alcamesi che sanno e che possono chiarire meglio i già chiari e benscritti articoli di Roberto. Franco e Carlo sicuramente ne sanno molto, almeno sembra dai loro commenti.
Roberto, facci sapere come poterti aiutare e se servono informazioni specifiche su determinati fatti.
con affetto
Mirco Fundarò
Distinto Mirco, fare nomi e cognomi talvolta è rischioso, non tanto per una questione di omertà, ma fin quando una sentenza non è diventata definitiva….rischi una denunzia per diffamazione, calunnia etc etc….e su questo il mio buon caro e paziente amico Franco potrà fare più luce.
Ti porto un banale esempio, molto significativo: Lorenzo Greco (senior), al tempo soprannominato “Larinzazzu”, per il suo aspetto “inquietante”, possiamo dire che sia stato il mandante di tanti omicidi?…….non vi è alcuna sentenza che lo attesta…
Distinti saluti
Carlo
Caro amico Franco, scusa se ti rispondo con un po di ritardo, ma a tutt’altre faccende affaccendato.
Quando nel 1977 occupaste l’Istituto agrario, c’ero anch’io, per una questione di solidarietà, frequestavo il liceo.
Mi chiedi: se secondo il mio punto di vista Alcamo sia perduta per sempre, e se voglia buttare la spugna lasciandola governare ai mafiosi….
No!!!!!…… Alcamo e gli alcamesi hanno delle potenzialità organizzative, operative e intellettuali eccellenti, ma contestualmente latenti…. bisogna incentivare, sostenere i giovani che credono nella legalità, ma tutto ciò con fatti, opere e lavoro certosino, allora sono convinto che Alcamo risorgerà dalle sue ceneri.
Creare una sorta di associazione per la legalità, incentrata anche sui doveri dei cittadini, ma attenzione, non solo sui doveri, ma in egual misura sui diritti…..questi non scordiamoci che vengono quotidianamente calpestati da chi avrebbe il dovere di garantirli!!!!!….. Franco, t’invito a proseguire il colloquio, per il bene di Alcamo e di tutta la Sicilia……potremmo essere un valido aiuto….
Contestualmente invito tutti i lettori di questo eccellente blog a partecipare con interventi, anche critici, di chi respira quotidianamente l’aria di Alcamo.
Con stima
Carlo
complimenti x il sito…. cmq anke io vorrei sapere di piu sui filippi!!!
Ciao Carlo,
Non volevo più scrivere su questo blog in quanto ho sempre pensato che un componente delle forze dell’Ordine deve fare il proprio dovere in silenzio e forse io non stavo più rispettando l’anzidetto principio peraltro a me molto caro. Ma il tuo invito a continuare a scrivere mi è sembrato quasi un “disperato” appello ed allora non me la sono sentita di lasciarti solo a “gridare” per il bene della Città di Alcamo e in generale della Sicilia. Questa volta farò un’eccezione. Ti devo dire, per amore di verità, che il Boss Vincenzo Milazzo non era un mio compagno di classe, lo era invece il Domingo. Sono passati 33 anni e la memoria non sempre può essere perfetta. Sì, in classe con me c’erano 2 Milazzo ma nessuno dei due è diventato “boss”. In questi giorni ho sentito altri miei compagni di classe che abitano in loco, e loro mi hanno confermato, senza dubbio alcuno, che il noto boss non è mai stato in classe con noi. Inoltre, ho inviato a Roberto una foto dell’epoca raffigurante il Milazzo mio compagno e, anche lui, ha escluso ogni somiglianza con il “mafioso” che quindi non ho mai incontrato. Forse tu avevi delle informazioni non corrette. Mi fa piacere che anche tu hai sostenuto la nostra occupazione d’Istituto nel 77, magari ci siamo incontrati all’epoca!!!!
Le risposte che hai dato alle mie domande le condivido in toto e li sottoscrivo. Io penso che i giovani vadano incoraggiati al rispetto della legalità ma anche ad esigere i propri diritti. Creare una forma di associazionismo per la legalità è una via condivisibile e sicuramente percorribile. Noi che abbiamo già qualche anno di vita, e forse abbiamo avuto un po’ più di fortuna rispetto ad altri, abbiamo il dovere morale di indicare, ai meno giovani, quelle che riteniamo essere le giuste strade. Non possiamo permetterci di inviare segnali di sconforto o peggio ancora di abbandono a se stessi o abbattimento. Recentemente, quale appartenente alle forze dell’ordine, sono stato invitato ad intervenire in meeting riguardanti le diversità religiose. Avere come interlocutori il Rabbino di Padova, un rappresentante dell’Islam oltre che al Monsignore locale è stata una esperienza imbarazzante per me “piccolo siciliano” ma nel contempo bellissima. Una cosa simile la si può fare anche ad Alcamo sulla Mafia, magari invitando ad interloquire Cittadini, Poliziotti e mafiosi che hanno pagato il loro debito con lo Stato. Io credo che bisogni convincere il mafioso che è la prima vittima del suo male. Lui non è un eroe ma un sacrificato di ciò che egli stesso genera. Nelle poche occasioni che ho avuto di parlare con soggetti considerati “mafiosi” li ho sempre guardati negli occhi rispettandoli ma pretendendo altrettanto rispetto per me o meglio dire per lo Stato. Non mi sono mai rivolto a loro dandogli del “TU”, ma sempre del “Lei”. Non li ho mai maltrattati. Ho avuto cura di spiegargli i loro diritti. Ma, come anzidetto, ho preteso che rispettassero fino in fondo le regole dello Stato.
Mi è stato detto che la mafia un giorno mi ha temuto, molti giornali siciliani hanno parlato di me senza mai fare il mio nome. Per alcuni, sono stato considerato un “uomo invisibile”. Nel 92 una parte dello Stato mi consigliò di lasciare il mio Reparto di Palermo per qualche più tranquilla località del Nord. Personalmente, non ho mai fatto la guerra alla mafia ma come pezzo dello Stato l’ho combattuta, cercando di capirla e far notare agli uomini appartenenti alla stessa il “danno” che fanno prima a se stessi e poi alla società Siciliana.
Un cordiale saluto FRANCO
Ciao Franco, ribadisco che il famigerato Vincenzo Milazzo si era diplomato in Agraria e a giudicare dalle date coincide il fatto che sia stato tuo compagno di scuola, ovviamente non posso asserire di classe.
Mi fa piacere che condividi in toto le risposte che ti ho dato.
A questo punto mi permetto di fare un accorato appello a tutti i lettori, soprattutto ai giovani, datevi da fare, questo è il momento propizio!!!!!!!…….
Roberto, scusaci se qualche volta siamo andati fuori dal tema principale, e……perchè non ti fai avanti tu?……pensaci…..
Con stima
Carlo
ciao ragazzi,
Vi seguo sempre con attenzione nei vostri commenti anche se non intervengo spesso per far parlare più voi che leggete il blog. Io già parlo molto con gli articoli e preferisco che siate voi a commentare . Non vi preoccupate di andare fuori tema anzi mi rivolgo a voi nell’aiutarmi con indicazioni precise e suggerimenti per migliorare gli articoli che trovate pubblicati su Senza Memoria. Purtroppo le fonti attendibili non sono molte, trovare le sentenze non è sempre facile e quindi anche Carlo che mi sembra conosca le vicende del Milazzo potrebbe darmi una mano magari nel ricostruire le vicende del mandamento di Alcamo nella fase che va da Milazzo a Ferro e poi ai Melodia. Purtroppo essendo solo nel fare le ricerche spesso impiego anche mesi per un solo articolo.
@mirco: se vuoi aiutarmi mandami info sul periodo degli anni novanta come ho scritto sopra per Carlo.
Spero che chi sappia qualcosa collabori nel rendere più visibile a tutti la storia della mafia alcamese. Ogni giorno il blog registra circa 140 visite da utenti singoli e quindi noto con piacere che un certo interesse c’è. Diamoci tutti da fare per far conoscere meglio a tutti la storia del mandamento di Alcamo.
grazie a tutti per la vostra futura collaborazione.
Caro Roberto, ricostruire le vicende del mandamento di Alcamo, ti assicuro, che è impresa ardua, sia per la lungaggine che per le enormi discrasie storiche.Sarò più chiaro: fin dai tempi remoti la storia la scrive chi vince a suo uso, consumo e piacere, tu, da bravo scrittore, m’insegni, che basta una sola parola per dare un senso diverso al tema…..
Fammi delle domande ben precise, e se potrò, ti darò risposta.
Adesso ti faccio io una domanda, rispondi in maniera precisa, secondo quanto ti è dato sapere, ovviamente: perchè è stato eliminato Vincenzo Milazzo?
con stima
Carlo
Quello che so è perchè Totò Riina preferiva Giuseppe Ferro e invece Milazzo, allora capo-mandamento, non gli dava molto spazio. Inoltre Ferro era uno di fiducia dei corleonesi mentre Milazzo faceva più di testa sua e voleva troppa autonomia.
Altri dicono che il motivo fosse la mancata eliminazione del clan dei Greco da parte di Milazzo e Totò Riina furioso perchè il boss alcamese ancora perdeva tempo e non era riuscito a liberarsene.
Altri ancora dicono che Milazzo mettesse in giro voci contro Totò Riina, i corloenesi e perfino contro la famiglia di San Giuseppe Yato.
Altri ancora perchè la convivente (poi uccisa) aveva un parente nei servizi segreti e si temeva una fuga di notizie verso lo stato.
Altri sostengono che l’allora amministrazione (e qualche politico) prima in ottimi rapporti con Milazzo poi avrebbero supportato Ferro e il nuovo gruppo corleonese e forti dell’appoggio anche politico il gruppo di Ferro poteva emergere con più autorevolezza rispetto a quello diMilazzo.
Carlo, tu conosci la motivazione vera?
Roberto, come vedi molteplici sono le motivazioni, alle quali ne aggiungo una inedita;
subito dopo la sua scomparsa , sempre in maniera artata, era stata messa in giro la voce che avesse infastidito la donna di qualche boss!….
Adesso prova a reperire le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia tale Cascio, di C/mare del Golfo, in merito all’argomento in merito….
Successivamente faremo un’analisi più approfondita.
Carlo
Perchè non mi dai intanto tu qualche anticipazione in merito alle dichiarazioni di antonino cascio ???
L’unico materiale che ho su Cascio riguarda dichiarazioni sui conflitti interni di Cosa Nostra. Ad esempio parla della rabbia dei Marsalesi perchè avevano spostato il mandamento da Marsala a Mazara; parla del fatto che lui faceva il cassiere per Milazzo (prima era un imprenditore che si era rifiutato di entrare in società con lui, ma dopo divenne suo amico e cassiere); parla dell’omicidio di Giuseppe Evola (quest’ultimo diceva in giro che si era schierato con i marsalesi e che intendevano fare un colpo di Stato. Voleva riportare la sede del mandamento da Alcamo a Castellammare ma parlava troppo e pagò questa sua debolezza con la morte);
Non posso essere certo delle dichiarazioni del Cascio, in riferimento all’eliminazione del Milazzo e quindi del movente. Ma, secondo i miei “canali d’informazione”, esso esclude in toto i moventi da te precedentemente riportati.Il Milazzo, non avrebbe mai manifestato antipatia per qualche membro della famiglia, figuriamoci per Totò Riina o per Bernardo Brusca……..non era così idiota!!!!!!
Carlo
Ma tu quale idea hai in proposito visto che lo conoscevi così bene?
p.s. forse è meglio che torniamo a parlare via mail come facemmo un anno fa
Più che avere idee in proposito, coltivo gli ideali dei nobili valori della legalità, unitamente alla vertà. Mi rendo conto che questi ultimi non sono apprezzati in questo blog da te creato,
per questo motivo mi scuso con te e i gentili lettori. E come mi sono intromesso, vado via.
Augurandovi un buon proseguimento
distinti saluti
Carlo
Carissimi Carlo e Roberto,
Sono convito che cercare la verità sull’eliminazione del Milazzo è cosa ardua per tutti. Tuttavia credo che qualche elemento di riflessione lo possiamo rilevare da una capillare analisi di alcuni avvenimenti dell’epoca, tratti dai giornali.
1)Strage di Capaci: qualcuno, ha notato che tra gli esecutori non è emerso alcun ruolo del Milazzo? Vi sembra compatibile con il personaggio che egli allora rappresentava? A me non sembra compatibile. Cosa se ne può desumere: a) che il Milazzo era contrario alla strategia bombarola; b) non godeva più della fiducia di Reina; c) Era fortemente in contrasto con qualcuno che contava all’interno della mafia. Sicuro c’è che ad egli non venne affidato alcun incarico.
2)Periodo scomparsa del Milazzo e della convivente (Convivente? A me non risulta che i due abitassero sotto lo stesso tetto): La scomparsa avviene dopo la strage di Capaci ma prima di quella di Via D’Amelio. Ma se il Milazzo non condivideva la strategia bombarola allora poteva essere uno che perseguiva idee diverse dal gruppo, quindi era diventato un ostacolo per tutti, addirittura poteva essere in pericolo la stessa realizzazione della strage di via D’Amelio. Perchè non aspettare la fine delle stragi per l’eliminazione? La mafia era impegnata ad organizzare le stragi ma elimina ugualmente il Milazzo. Ciò di cui lo si accusa, deve essere molto grave per interrompere i “delicati” preparativi della prossima strage.
3)Modalità dell’eliminazione del Milazzo: dai racconti dei pentiti sembra che ad aspettare il Milazzo ci fosse un bel gruppo di soggetti di primissimo piano. Dimostrerebbe che l’eliminazione era largamente condivisa per cui il motivo doveva essere molto grave.
4)Modalità dell’eliminazione della Convivente: i pentiti dichiarano che la stessa fu letteralmente massacrata prima di essere eliminata. Perché tanta ferocia? Addirittura sembra che a lei fosse stata riservata la fine più crudele. Perché a Lei e non a Lui? Forse pensavano custodisse qualche importante segreto. Lei, aveva un parente nei servizi, dissero! Ma questo parente era veramente nei servizi? Dove operava? Chi l’ha mai incontrato? Forse io?. “Lui” non aveva è non poteva avere alcun rapporto con Lei in quanto i codice deontologici dei Corpi di Polizia vietano frequentazioni equivoci, salvo specifici autorizzazioni. Ma un agente secreto non aspetta che la parente frequenti per una decina d’anni il mafioso prima di intervenire, non vi pare? Quindi, non rappresentava alcun pericolo per la mafia in quanto non poteva conoscere le vicende della donna né tantomeno si sarebbe fatto avvicinare dalla stessa che mi risulta aveva allontanato da se molti anni prima. Pertanto non rappresentava alcun pericolo.
5)Scomparsa dei Corpi: ricordate tutti che i Corpi dei suddetti sono stati ritrovati circa un anno dopo la loro scomparsa. Perché farli sparire insieme? Io credo che se sparisca una coppia tutti pensano ad una loro fuga d’amore, magari con il proposito di cambiare vita. In questo caso credo lo abbiano pensato in tanti. Un omicidio alla luce del sole avrebbe comportato prolungate indagini con presenze massicce di forze dell’ordine. Sicuramente i poliziotti avrebbero setacciato il territorio per prevenire la possibile guerra di successione, e questo la mafia non poteva permetterselo anche perché bisognava pensare alla strage di via D’Amelio.
Ho letto le vostre ipotesi, ma a riguardo dell’eliminazione del Milazzo, sembra a me che l’ipotesi più verosimile possa essere connessa alla tattica stragista posta in essere da Reina, in quanto è il fatto criminale più “importante” che ha caratterizzato la mafia dell’epoca. La mafia aveva in corso una guerra con lo Stato, nessuno poteva permettersi di starne fuori. Magari mi sbaglio, ma credo che un “Capo Mandamento” lo si elimini per un qualcosa di molto grave, forse riconducibile alla stessa sopravvivenza dell’organizzazione.
Invito Carlo a non gettare la spugna e commentare queste mie semplici riflessioni.
FRANO
Personalmente a me sembra che Milazzo sia stato eliminato perché a Riina non piaceva proprio. Ovviamente non essendo stato un mafioso del mandamento alcamese non li conosco i motivi occulti e veri della sua fine.
La cosa che mi fa riflettere è la composizione del team di mafiosi che lo uccidono: tra questi vi sono Giuseppe Ferro, Gioacchino Calabrò (figure di spicco del mandamento alcamese), Brusca, Gioacchino La Barbera, Antonino Gioè, Matteo Messina Denaro, Enzo Sinacori, Andrea Manciaracina e Leoluca Bagarella (fedelissimi dei corleonesi).
Perché mai però devono partecipare membri delle famiglie alcamesi e castellammaresi nel far fuori il loro capo-mandamento (che gerarchicamente sta sopra di loro) ? Capisco la presenza di Brusca e company (i fidati di Totò Riina) ma a me sembra che si volesse già affidare nelle mani di Giuseppe Ferro il mandamento.
Ferro del resto era affidabile (vedi i preparativi per la strage dei Georgofili ad esempio affidati proprio a Ferro e parenti). Sembra che tutto fosse già stato deciso: a morte Milazzo con la complicità di molti membri delle famiglie locali.
Del resto per decidere la morte di un capo-mandamento si deve riunire la nota commissione provinciale (in questo caso i capimafia del trapanese e i corleonesi che comunque comandavano dappertutto). Forse erano molti i boss locali a cui Milazzo stava sugli attributi… o forse ancora hanno deciso i corleonesi e i boss trapanesi hanno dato un parere formale (sappiamo bene che decideva tutto Riina in quel periodo).
Quello che non sappiamo lo sa sicuramente Giuseppe Ferro ma non ho alcun suo documento con dichiarazioni sull’argomento. Chi ha qualcosa in merito condivida le informazioni, me le invii via mail o le scriva direttamente…. grazie.
Gentile Franco, la mia educazione m’impone di risponderti.
Le tue osservazioni dimostrano acume, non condivido però il fatto che i servizi segreti osservino i codici deontologici, almeno non tutti….
T’invito ad un’ulteriore riflessione, dalle dichiarazioni di Sinacori Vincenzo, si evince che fù il Milazzo a mettere a “disposizione” dello stesso, il Calabrò, perchè creasse un’intercapedine in un camion che servì per il trasporto dell’esplosivo utilizzato per le stragi…..Fù sempre il Milazzo che ordinò al Ferro di far mettere a “disposizione” i suoi parenti che abitavano a Prato, tali Messana….
Prima di “inabbissarmi”, chiarisco che non è mia intenzione “buttare la spugna”, ma in questo blog non mi piace indossare i panni dell’ospite non gradito, ma tollerato…
Sto scrivendo un libro inerente i temi sui quali ci siamo confrontati, con grande lealtà, signorilità e rispetto l’un dell’altro. Con grande rammarico devo dirti che sarà scritto e pubblicato in un paese fuori dall’Italia, con la coadiuvazione di uno scrittore di fama mondiale e in un clima dove la “dittatura democratica” , intendo quella improntata su belle ed esemplari parole, è assente…..
Allora, forse, cambierà qualcosa…..
Sono sicuro che apprezzerai il mio gesto, di farti pervenire una delle prime copie.
Ti faccio i miei più cordiali auguri, con il vivo auspicio che possa perseguire, sempre, con l’audacia e la professionalità che ti contraddistingue, la via intrapresa.
distinti saluti
Carlo
Carlo, rispetto la tua decisione ma mi dispiacerà non leggere tuoi ulteriori interventi. Leggerò con molta attenzione la copia del tuo libro. A tal proposito ti porgo i miei migliori auguri affinché tu possa ottenere le soddisfazioni che tanto desideri. Hai ragione, i servizi segreti non hanno un codice deontologico perfetto, ma la donna in questione io la conoscevo molto bene; non solo lei ma anche suoi diversi parenti. Non mi risulta ci fossero nella parentela agenti segreti ma mi risulta ci fossero componenti delle forze dell’ordine. Ecco perché ho esposto quelle conclusioni!!!!.
Un cordiale saluto.
A questo punto i miei auguri più sinceri al libro di Carlo. Se lo scriverà ne leggeremo sicuramente delle belle. In bocca al lupo.
ciao a tutti
Potete dirmi tutto quello che sapete sull’omicidio di pino magaddino e chi fu il boss castellammarese che lo susseguì?
salve a tutti ! ho letto con piacere tutti questi commenti specialmente quelli tra carlo e franco, io vi posso dare solo un paio di notizie su vincenzo milazzo essi studio all’istituto agrario di marsala dove si diplomò con ottimi voti dopo di ciò dopo qualche anno dal diploma prosegui a studiare all’università di palermo dove gli mancavano poche materie alla laurea….. carlo mi farebbe molto piacere parlare in privato con tè il mio indirizzo e mail è : abartbianchi@gmail.com sè ti và fatti sentire un saluto a tutti
Gentilissimo Artu,
credo che su Milazzo hai proprio ragione. Infatti io ho frequentato l’Istituto Agrario di Alcamo nella seconda metà degli anni 70 e dopo le mie ricerche ho accertato che non è mai stato mio compagno di scuola. Pensandoci bene mi risulta che egli fosse un Enologo. Questa qualifica professionale si conseguiva, almeno a quei tempi, a Marsala dove c’era l’Istituto Tecnico Agrario. Invece, ad Alcamo, allora esisteva l’Istituto Professionale Agrario e il diploma che si conseguiva era quello di Agrotecncio. Grazie per avere apprezzato i colloqui tra me e Carlo. FRANCO
Carissimo Roberto,
permettimi attraverso il Tuo blog di complimentarmi con i miei colleghi di Palermo e Trapani per la brillante operazione eseguita oggi, 15 marzo 2010, contro la mafia. Il mio incondizionato sostegno va al Commissario Linares e a tutti i suoi uomini. Avrei voluto essere ancora con loro come ai vecchi tempi. Invito tutti i lettori di questo meraviglioso blog a non far mai mancare il supporto morale agli uomini dello Stato che, spesso con sacrifici, combattono istancabili il fenomeno mafioso.
FRANCO
hai fatto bene franco a fare questi auguri a cui mi associo con piacere.
10-100-1000 Linares…
non ti dimentichero mai robe’!!!!!!!!!!! 6 un grande.
ragazzi è stato un caso di omonimia. grazie
Meno male Robè. Possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Mi dispiace un sacco per quei ragazzi anche se non erano amici miei.
Anche me. Davvero molto…meglio non aggiungere altro.
….X ALCAMO83
POTETE TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO ? KIEDILO AD AMICI E PARENTI……….AI CERCATO DOPO DI RIPRENDERTI DICENDO TI DISPIACE…… MA SIII GENTILEEE TOGLI IL SOSPIRO DI SOLLIEVO……….CMQ SCUSAMI E CIAO
Non ci siamo capiti: il fatto che si “tira un respiro di sollievo” perchè nella disgrazia non è stata coinvolta una persona che conosci, non significa fregarsene delle vittime dell’incidente. Mi stai attribuendo un cinismo e un menefreghismo che non sono miei. Comunque se quella frase ti ha offeso chiedo scusa.
NOOO ALCAMO83………..FORSE SONO STATO TROPPO DURO, E DIFFICILE LEGGERE E POI TRATTENERE LE EMOZIONI,NN VOLEVO AFFATTO ATTRIBUIRTI NIENTE DI MALE E NN DEVI SCUSARTI DI NIENTE,NN E SUCCESSO NIENTE DI KE , DAII E KE LE MALEDETTE TASTIERE NN ANNO EMOZIONI ED E FACILE INTRERPETRARE UNA COSA MAGARI IN MODO SBAGLIATO SIA KE KI LEGGE SIA KE SI SCRIVE, BOO FORSE SNO IO KE DEVO KIEDERE SCUSA,CIAO ALCAMO83.
Ho letto con attenzione tutto ciò che è stato scritto.
Nonostante la marea di fesserie scritte, il proposito del sito è molto encomiabile.
Ah, ma qualcuno sa dirmi qualcosa su Francesco Filippi?
Tengo a precisare che le fesserie sono state prese integralmente da una sentenza evidentemente poco precisa e frettolosamente riassuntiva.
Si l’avevo capito che il riassunto e poco preciso e per certi versi romanzato.
Nondimeno Roberto non ti sto accusando che le “fesserie” sono farina del tuo sacco.
Purtroppo la VERITA’ è soggetta a un fisiologico mutare da “bocca a bocca” e da sentenza a sentenza si reperisce una panoramica contraria o in contrasto, con quanto dato per assunto in un primo momento.
Questo atteggiamento genera una tale confusione che lede la Memoria Storica dei fatti e allontana dalla Verità, a mio modesto avviso.
Detto ciò, resta più che positivo questo blog perchè genera delle discussioni individuali interessanti.
Ciao.
Ciao Roberto sono Renato Olino, scrivo da Napoli, dopo aver letto quasi tutti gli interventi che trovo appassionati e coinvolgenti, mi azzardo ad inserirmi nel blog, avrei bisogno che tu mi presentassi.- Mi fa’ piacere conservare il Nike di Alcamo.it per mezzo del quale ho avuto il piacere di conoscerti.- a presto saluti.-
………KANDY ? SIMPLY ?……………
UN SALUTO A ROBERTO…………..
Renato mandami una mail: robertoscurto@gmail.com Non ho più un tuo indirizzo mail. Così ti propongo una cosa…
IO PURE VORREI SAPERE IL RUOLO DELLA DISCOTECA kENNEDI IN QUEL CONTESTO.
OTTIMA IDEA SALVARE LE MEMORIE DI MAFIA CONTEMPORANEE IN QUESTO SITO !
quante minchiate che scrivete lasciate riposare in pace le persone scomparse non siamo noi a sapere se erano nella mafia oppure no come fate a dirlo
a questi piaceva fare la bella vita e questo il problema i soldi facili piacciono a tutti per niente e niente non fa niente nessuno non citate persone che ora sono in giro vuokl dire che anno capito prima che non era strada che spuntava basta essere furbi a me dispiace per le persone che non ci sono piu ma questa era la loro vita e anche loro anno tolto delle vite perche non parliamo di fare rinascere questo bel paese cheabbiamo e che la mafia e lo stato quella che abbiamo vissuto noi al nostro paese e delinquezza che l’artefice di tutto questo secondo me e stato toto u curtu.ciao a tutti e complimenti per il sito
ciao a tutti io vivo fuori alcamo da una vita , me vengo tutti gli anni a fare le ferie e devo dire che un netto miglioramento nelle persone c’e e si vede , sia culturalmente che altro , comunque per mia moglie che non e alcamese venire a fare un po di ferie ad alcamo per lei e bellissimo , peccato che negli anni passati e successo quello che e successo , abbasso la mafia e viva la legge e le leggi belle o brutte che siano, io all’uccisione di borsellino e di falcone ho visto gente esultare e festeggiare , vergognaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Ciao amici, vi ricordate di me? Sono FRANCO l’appartenete alle forze dell’ordine già intervenuto in questo blog .In questi giorni ho sentito molto parlare delle difficoltà che state patendo a seguito della rivolta di camionisti e conseguente blocco di attività commerciali. La rivolta mi appare condivisibile nella sostanza ma non nelle modalità di esecuzione che tanto disagio arrecano. Mi è spontaneo riflettere sulla compattezza della rivolta che appare quantomeno “sospetta”. In alte parole, mi domando: chi sta realmente organizzando posti di blocco in varie località della Sicilia e convincendo commercianti a chiudere le saracinesche? Vivendo al nord non sono un testimone diretto di quello che succede in Sicilia e non so se Alcamo è interessata dall’evento, tuttavia non mi sento di escludere che la mafia non abbia un ruolo in questa vicenda. Cosa ne pensate? Trovate sia possibile che un governo tecnico possa avere interrotto un tollerante atteggiamento verso il fenomeno mafioso e che questo, guidando la rivolta, lo voglia mettere in difficoltà col fine di ritrovare il politico “comprensivo”? Perché nel Friuli Venezia Giulia, dove io vivo, nonostante la chiusura di decine di imprese per crisi con conseguente, mai vista prima, disoccupazione non c’è un solo camion di traverso in strada mentre la Sicilia è bloccata?
Un caro saluto a tutti, in particolare a Roberto. FRANCO