Il potere dei Rimi, la potente famiglia a capo di Alcamo già prima del secondo conflitto mondiale, fu messo drasticamente in discussione nei primi anni ottanta. All’epoca della prima guerra di mafia i corleonesi – il gruppo emergente in tutta la Sicilia – vollero infatti eliminare la fazione mafiosa facente capo ai Bontade, ai Badalamenti e ai Rimi. L’obiettivo era quello di collocare a capo dei vari mandamenti solo persone di fiducia eliminando fisicamente tutti coloro che ostacolavano i piani dei viddani e di Totò Riina.
In quegli anni i Rimi, allontanatisi da Alcamo per il timore di essere uccisi, avevano affidato i loro interessi a Gaetano Greco, fratello di Antonino, consentendo alla famiglia Greco di acquisire in poco tempo molto prestigio e potere. La mafia ufficiale non tollerava però la presenza dei Greco. Questi si erano già resi diverse volte protagonisti di fatti di sangue e di vari crimini senza il consenso di Cosa Nostra, nonostante questa seconda organizzazione criminale non era ancora ben definita e strutturata.
Come ha ribadito Giovanni Brusca al tempo in cui la famiglia alcamese era capeggiata dai Rimi, di essa facevano parte, fra gli altri, i fratelli Rosario, Gaspare e Vincenzo Sciacca, Sebastiano Milazzo, Vito Varvaro, Damiano Costantino, Stefano Milotta. Dopo la spaccatura alcuni componenti dell’originaria famiglia restarono fedeli ai Rimi, mentre altri come Manno, Milotta, i fratelli Sciacca, il padre di Vincenzo Milazzo, Damiano Costantino e Vito Varvaro si allinearono a Vincenzo Milazzo, che divenne il capo della nuova famiglia con l’appoggio anche dei corleonesi. In città però restava ancora un problema: i Greco, ritenuti teste calde e troppo autonome per essere tollerati dagli uomini d’onore di Alcamo.
L’omicidio di Damiano Costantino, Vito Varvaro, Giuseppe Colletta e Filippo Melodia, con lo strumento di della cosiddetta lupara bianca, avvenuto il 15 aprile 1989, costituì certamente il primo atto di portata rilevante del conflitto fra le due organizzazioni criminali. Le vittime, formalmente inserite in Cosa Nostra, si erano macchiati di tradimento dato un loro presunto avvicinamento verso il clan dei Greco. Giovanni Brusca, a riguardo, ha affermato che dopo l’arresto di Vincenzo Milazzo, in seguito all’irruzione delle forse dell’ordine nella raffineria di droga di contrada Virgini, la famiglia venne affidata a Filippo Melodia. Quest’ultimo però probabilmente non era un vero leader. Infatti pian piano stava iniziando a emarginare gli uomini più vicini a Milazzo e in primis Francesco Caradonna. Fu questa dunque la causa della decisione (da parte dei corleonesi) di eliminare Melodia e i suoi uomini di fiducia Varvaro, Costantino e Colletta. Alla morte di Filippo Melodia, il posto di reggente venne preso così da Francesco Caradonna che però non avrà vita lunga.
Il 3 ottobre 1989 accade infatti l’evento che innescò, l’ormai inevitabile guerra di mafia alcamese. Viene ucciso proprio Francesco Caradonna, il rappresentante del mandamento, e venne ferito anche il figlio Giuseppe Nicola. Il gruppo dei Greco aveva portato così il primo attacco frontale alla famiglia mafiosa alcamese, ma la mafia non sarebbe rimasta a guardare.
La reazione di Cosa Nostra non si fece attendere e infatti l’autunno ad Alcamo fu, a dir poco, infuocato. Il 16 ottobre 1989 venne ucciso Giuseppe Lipari, ritenuto molto vicino agli stiddari, il 25 ottobre Giovanni Daidone, molto vicino a Filippo Melodia e apertamente schierato contro Cosa Nostra, e il 14 novembre 1989 fu soppresso Vincenzo Filippi. Quest’ultima operazione fu eclatante. Vincenzo Filippi venne sequestrato da uomini d’onore travestiti da Carabinieri mentre il fratello Benedetto riuscì a sfuggire ad analoga sorte quasi per miracolo.
Il 1990 fu invece un anno apparentemente tranquillo. In 12 mesi infatti non era stato registrato alcun omicidio o scomparsa in nessun dei due schieramenti. Purtroppo chi pensava che la guerra fosse già finita si sbagliava di grosso. I Greco pian piano si erano rafforzati perpetrando vari reati e il loro potere cominciava a intimorire non pochi uomini d’onore della famiglia di Alcamo. Il 17 gennaio 1991 Antonino Greco, all’epoca il più autorevole rappresentate dell’organizzazione criminale che si contrapponeva a Cosa Nostra, venne ucciso. Questi era il figlio di Lorenzo Greco (classe 32), fratello di Gaetano (l’uomo che doveva curare gli interessi dei Rimi dopo la loro fuga) e di Anna (moglie di Domenico Parisi, anche questo ucciso dalla mafia il 18 giugno 1991), nonché cugino di Lorenzo Greco (classe 1967, oggi collaboratore di giustizia) e di un’altra Anna Greco (moglie di Baldassare Grimaldi, a sua volta eliminato nel 1992 a Salemi).
Le indagini a seguito dell’omicidio di Antonino Greco avevano consentito di accertare che il gruppo ribelle si avvaleva di una vasta schiera di fiancheggiatori, fra cui proprio Domenico Parisi, il cugino Lorenzo Greco, i fratelli Benedetto e Vincenzo Filippi (quest’ultimo già scomparso), Vito Baglio, Francesco Filippi, Filippo Massimiliano Pirrone e , anche se in modo più defilato, il cugino di quest’ultimo Filippo Pirrone.
I Greco, intanto, tentarono di perpetrare subito la loro vendetta: il 5 febbraio 1991 uccisero, mentre si trovava a letto nella sua abitazione, Vito Provenzano, sorvegliato speciale alcamese; il 26 febbraio 1991 uccisero in Contrada Fico i fratelli Aguanno; il 13 marzo 1991 all’interno del bar Enny di Alcamo venne ucciso invece Sebastiano Culmone. Nell’ultimo agguato rimase ferito anche tale Paquale Coppola.
L’ennesima reazione di Cosa Nostra si registrò in aprile. Il 9 aprile venne perpetrato un attentato contro Carlo Manno, Lorenzo Greco e Domenico Greco e dopo otto giorni venne ucciso Salvatore Fiordilino, macellaio alcamese e indiziato mafioso. Sempre il 17 aprile Pietro Interdonato riuscì invece a scappare da un agguato, che lo avrebbe ucciso sicuramente, in Piazza Ciullo. Due guardie giurate bloccarono infatti uno dei sicari, a bordo di una moto, davanti al Banco di Sicilia. Il motociclista che avrebbe dovuto uccidere Interdonato venne subito identificato in Filippo Massimiliano Pirrone del clan Greco. Nonostante l’ultimo atto non fosse riuscito, gli stiddari non si arresero e il 25 aprile 1991 Girolamo Calandrino, noto imprenditore sospettato di essere prestanome del boss alcamese Vincenzo Milazzo, subì un attentato. Il giorno successivo, 26 aprile, vennero uccisi Nunzio Montalbano, fratello di Pietro, più volte arrestato per associazione mafiosa, nonché Vito Renda, parente dell’attuale collaboratore di giustizia Giuseppe Ferro. Entrambi gli omicidi vennero realizzati con le stesse armi e un ulteriore accertamento balistico collegò gli omicidi Montalbano e Renda a quelli di Culmone e Fiordilino. Sia il tentato omicidio di Girolamo Calandrino che gli omicidi Nunzio Montalbano e Vito Renda sono stati giudizialmente ricondotti al gruppo Greco.
A Calatafimi il 13 maggio 1991 venne ucciso poi un pastore di contrada Kaggera, Vincenzo Viola, come vendetta per un attentato subito dai Greco proprio in quel territorio.
Cosa Nostra sembrava impotente. Erano già passati quasi due anni e ancora il problema dei Greco non era stato risolto. I corleonesi erano su tutte le furie e in primis Totò u curtu che non tollerava più tutte quelle perdite all’interno della famiglia alcamese. La reazione degli uomini d’onore diventò così incalzante.
Il 18 giugno 1991, furono assassinati a Monreale, Domenico Parisi, Stefano Siracusa e Stefano Palmeri, il primo dei quali era sposato con Anna Greco, sorella di Antonino e Gaetano.
Il 29 giugno furono invece soppressi Vito Garofalo e Bentiba Hassen in un attentato che era stato organizzato per uccidere soltanto il primo dei due, ritenuto dalla famiglia alcamese molto vicino ai Greco. Il 3 luglio 1991 vennero uccisi Natale e Vincenzo Abate, considerati contigui alla famiglia perdente dei Rimi. In effetti il primo era cugino di primo grado di Natale e Filippo Rimi ed era stato arrestato nel 1982 per associazione a delinquere.
Il 6 agosto 1991 anche il fratello di Vito Garofalo, Tommaso, venne eliminato nel corso di un attentato in cui rimase ferito anche il giovane Sergio Cusenza.
Il 18 agosto 1991, a Castellammare del Golfo, venne assassinato Felice Dara, sospettato di essere in rapporti con Filippo Massimiliano Pirrone, quest’ultimo appartenente al gruppo degli stiddari.
I Greco però non stavano a guardare e si vendicarono subito. Appena due giorni dopo uccisero Stefano Milotta nei pressi del bar Italia mentre il 25 agosto 1991 venne attentato alla vita di Giuseppe Baglio, Filippo Pirrone e Nicolò di Graziano. I primi due sicuramente gravitavano nella compagine avversa a Cosa Nostra, il terzo venne invece coinvolto casualmente nella sparatoria.
L’11 gennaio 1992 vennero eliminati ad Alcamo Mario di Giorgi e Rosario Dulcetta, mentre questi si trovavano a bordo di una Y10. Dulcetta fu eliminato solo perché stava accompagnando il primo, ritenuto vicino al clan Greco. Infine tra il 14 e il 15 novembre 1992 scomparivano sempre ad Alcamo Antonino Brucia e Vincenzo Lo Porto. Il primo colpevole di far parte degli stiddari e ritenuto amico di Lorenzo Greco. Il secondo invece, come capitava spesso in quegli anni, si trovò coinvolto casualmente.
Sempre in questo contesto può essere inserito un ulteriore delitto, il duplice omicidio di Ferrantelli Domenico e Leonardo, uccisi il 22 aprile 1991, in un ovile nei pressi di Monreale. In realtà pero la guerra di mafia non c’entrava, come ha dichiarato il collaboratore di giustizia Giuseppe Ferro. Il capo mandamento alcamese Vincenzo Milazzo richiese addirittura l’intervento di killer del gruppo di fuoco corleonese facente capo a Giovanni Brusca, indicando i Ferrantelli come esponenti del clan Greco. In realtà però i due furono uccisi perché autori di un delitto avvenuto nelle campagne di Alcamo senza l’autorizzazione di Cosa Nostra e del potente boss alcamese Vincenzo Milazzo.
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Fonte: Sentenza della Corte di Assise di Palermo












ci sono piccole imprecisioni, esempio mi ricordo dara fu ucciso davanti la battigia.
poi sono curioso di sapere che ruolo aveva la discoteca Kennedy, e come si inquadra l’eliminazone dei fratelli colletta avenuta nel gennao/febbraio 1991, che all’epoca mi ricordo ebbe risalto nazonale come”strage di Alcamo ” mi sembra che mori un’altra persona.
complimenti
Eventuali imprecisioni sono riscontrabili direttamente nella sentenza da cui l’articolo è stato tratto. Grazie per i complimenti
Complimenti per l’articolo, ho rivissuto la carneficina che ha insanguato le nostre strade. Una doverosa precisazione: l’omicidio di Palmeri che chiami Stefano, invece del più corretto Gaspare. Si trattò di un caso tragico perchè non era affiliato a cosa nostra, era un capo squadra forestale, una degna persona, che ogni 15 giorni si recava a Ficuzza perchè li vi giocava una squadra di calcetto di un dirigente forestale; purtroppo per lui i killer avevano deciso di intervenire per colpire il cognato di greco.
Grazie per i complimenti e per le precisazioni. Temo che nelle sentenze da cui ho tratto le informazioni che vedete ci siano chiaramente delle imprecisioni che però saranno facilmente eliminate proprio grazie ai commenti di voi lettori.
Un saluto a tutti e soprattutto grazie per le numerose visite che questo blog ormai riceve da mesi senza tregua.
grazie
R.S.
Che articolo! Complimenti veramente. Trovo questo sito veramente interessante. Era da anni che volevo leggere qualcosa sulle lotte di mafia alcamesi.
ciao, michele.
… Non so da dove iniziare…ma quando ero bambina ho amato tanto uno di quei nomi della vostra triste storia…fino a quando la vendetta non ha ucciso anche caterina …ero solo una bimba ma ricordo come ieri….Dopo 15 anni pero mi chiedo se fra tutto questa malagità qualcuno si ricorderà di lei…aveva 21 anni ed era bellissima la mia dolce caty…studiava per diventare avvocato…si chiamava Pirrone…..
Complimenti. Seguo ultimamente molto questo sito e da qui può nascere la nuova lotta lalla mafia alcamese e del circondario che sembra non esistere più ma ci osserva tutti…
COmplimenti Roberto, che sei quasi mio coetaneo. Io sono dell 87.
Sentiamo in privato se vuoi. Scrivimi una mail.
Ciao!
complimenti per il sito e per tutto il lavoro che state facendo, grazie a gente come voi certi avvenimenti non verranno mai dimenticati, al contrario della prassi italiana di far cadere nel dimenticatoio tutto quello che da fastidio a “qualcuno”…
non fermatevi!
Ciao Roberto, anch’io come tanti altri ho provato più volte a documentarmi riguardo ai fatti sanguinari che hanno sconvolto Alcamo ormai 20 anni fa, il ricordo purtroppo è ancora vivo anche se ero ancora un ragazzino e certe cose rimangono, non si possono dimenticare!
Come non posso dimenticare l’omicidio davanti a centinaia di giovani di fronte l’Hotel “La Battigia” di Felice Dara (confermo quindi la correzione precedente), o di una Peugeot 205 con i corpi dei fratelli Pirrone…potrei citarne altri ancora.
………………..CERTE COSE NON SI DIMENTICANO………..e un pensiero va alle troppe vittime innocenti.
Complimenti per l’articolo
Peppe
SALVE A TUTTI ! IO RICORDO BENISSIMO ALCUNI EPISODII E VI DICO ANCHE CHE O PERSO UN COMPAGNO DI SCUOLA SENZA CHE CENTRASSE NIENTE ERA SOLO IN VACANZA NATALIZIA VISTO CHE LAVORAVA FUORI DA PARECCHIO TEMPO CMQ SI PARLA DI MAFIOSI DI ALCUNI RAGAZZI CHE SONO STATI SOLO DELLE VITTIME DELL’INCOSCIENZA CHE NN SAPEVANO CHE COSA STASSE ACCADENDO PER QUESTO NN VOGLIO DIFENDERE NESSUNO MA PENSO CHE GLI ARTICOLI DI SOPRA NN SONO TANTO PRECISI A RACCONTARE I FATTI , MANCANO PARECCHIE VICENDE CHE NN SONO NEANCHE SCRITTE, BOO NN SO CHE DIRE !! E FATTO A POSTA? CIAO
BEEE IL SITO E ECCEZIONALE !!! COMPLIMENTI
MESSAGGIO PER SIMPLY …………… IO CI SONO CRESCIUTO INSIEME CON CATERINA E CERTO CHE LA RICORDO CON IL SUO VISO ANGELICO , CMQ COME O GIA DETTO PRIMA O PERSO UN CARO COMPAGNO DELLE ELEMENTARI E ANCHE PARECCHI AMICI CON CUI O DIVISO LE MIE MIE ESPERIENZE DI VITA, SIGARETTE,BICI,MOTORINO,RAGAZZE,GITE, DISCOTECHE INSOMMA TUTTA LA MIA ADOLESCENZA E STATA SPAZZATA VIA IN DUE ANNI, OGGI NN SO CON CHI POSSA IO PARLARE DELLE PRIME ESPERIENZE………………..
viola vincenzo fuucciso in piazza ciullo robe!cmq
e ne manca,no ancora un bordello, cmq meglio l’abbiviratura ke sti mafiosi di merda di ora! ke non fanno ridere nemmeno le galline,
Messaggio per GUIDALOCA….
Almeno qualcuno la ricorda !! E questo è l importante….La cosa triste che quando si parla di lei sul web è descritta solo per una storia triste e malvagia…Ma lei non era nulla di tutto questo…Il sito è bellissimo…sono daccordo…mancano tanti avvenimenti ma bisogna riconoscere che purtroppo sono così tanti e nn sempre sono tutti descritti….Ognuno di loro vive nei nostri cuori e la speranza che un giorno tutto questo finisca nn muore mai….
ragazzi, purtroppo le imprecisioni ci sono in questo articolo perchè è tratto da una sentenza della magistratura che non riguardava direttamente la guerra di mafia di Alcamo. Inoltre avendo solo 4-5 anni all’epoca dei fatti non ho memoria diretta di quei tristi accadimenti.
Ovviamente se qualcuno di voi che commenta spesso questo blog potrebbe darmi una mano a inserire i nomi che mancano con le date (magari avete dei ritagli di giornali del tempo) di certo passeremmo a una fase più costruttiva.
aspetto voste notizie
scrivetemi pure
CIAO RAGAZZI, NN MI ASPETTAVO CHE QUALCUNO MI RISPONDESSE , VISTO CIO’ SE VOLETE RISPOSTE A DEI FATTI RELATIVI ACCADUTI VI POSSO DIRE CHE IN UN CERTO SENSO LI HO VISSUTI DIRETTAMENTE DI PERSONA VISTO CHE QUASI TUTTI GLI AFFILIATI ALLA FAMIGLIA GRECO ERANO TUTTI MIEI CARI AMICI DI INFANZIA E VI POSSO DIRE LA LORO POSIZIONE QUAL’ERA I QUEL MOMENTO , DA QUELLO CHE NE SAPEVO IO CERTAMENTE ,IO PERO’ NON ERO UNO DI LORO SI INTENDE DICO SOLO CHE CON TANTI DI QUEI RAGAZZI CI SONO CRESCIUTO E HO UNA IDEA BEN PRECISA , NN RICORDO CERTAMENTE TUTE LE DATE MA RICORDO BENISSIMO QUELLA CARNEFICINA , E MI SPIACE TANTO VEDERE OGGI TANTISSIME PERSONE IMPLICATE IN GIRO A DIVERTIRSI E NESSUNO FA NIENTE PER FARGLI PAGARE LE PROPIE RESPONSABILTA’, CMQ SE POSSO DARE UNA MANO LO FARO’ MOLTO VOLENTIERI, ROBERTO IO HO SEMPRE DESIDERATO SCRIVERE DUE RIGHE SU QUEI FATTI ACCADUTI E TI RINGRAZIO DEL’OPPORTUNITA’ CHE MI STAI DANDO………..GRAZIE MILLE…….SIMPLY RICORDERO SEMPRE CATERINA E GIUSEPPE MA ANCHE TANTI ALTRI SONO DENTRO IL MIO CUORE……..CIAO RAGAZZI.
PER SIMPLY……….
SE PUOI DARMI QUALCHE INDIZZIO PER CAPIRE CHI HAI AMATO DI PRECISO …….
MI PIACEREBBE RICORDARE ANCHE LA LORO VITA NN NEGATIVA CHE VIENE ALLA LUCE DEI FATTI………….. TI RINGRAZIO .
qualcuno mi sà dire qualcosa su un certo milotta che è ora in carcere a bologna? non sono sicuro che sia affiliato alla guerra di mafia alcamese….e solo che ho dei legami famigliari e nessuno mi vuole dire perrchè e in carcere ed io non riesco a risalire al motivo..grazie
Samule dovresti indicare anche il nome del signor Milotta, altrimenti è molto difficile che qualcuno leggendo il blog ti possa aiutare.
Comunque, se non ricordo male, un tal Stefano Milotta (affiliato al clan dei RIMI) fu vittima di un tentato omicidio negli anni ottanta e dopo tale tentativo venne eseguito l’omicidio di Calogero La Colla (ex clan RIMI passato alla concorrenza), su cui trovi un articolo in questo blog. Altre notizie al momento non ne ho.
Grazie comunque so che lo chiamano nino ma di più purtroppo non so….grazie ancora e complimenti per il blog
COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO ANCHE SE LA MAFIA NON FINIRA MAI POTRESTE ARRESTARE TUTTI I CAPO FAMIGLIA MA I MANDANTI CIOE I PICCIOTTI SI VENDICHERANNO SULLE FAMIGLIE DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA E NON SOLO CON I CARABINIERI POLIZIA FINANZA ECC. NELL PARERE MIO AL MONDO CI SONO DUE TIPI DI MAFIA MAFIA LEGALE CIOE LA POLIZIA CARABINIERI E MAFIA INLEGALE ALLA FINE DEI CONTI LA MAFIA INLEGALE A FATTO TUTTA QUESTA STRAGE DI MORTI UNA CARNEFICINA PER IL DIRITTO DI PROPRIETA E X MANGIARE TUTTI LORO SI CHIAMAVANO UOMINI D’ONORE NON ANNO MAI FATTO GLI EGOISTI PER UN PEZZO DI PANE E SE CI FOSSERO I TEMPI DELL 1989 -1991 CI SAREBBE IL COPRIFUOCO I NOSTRI FIGLI SAREBBERO PIU AL SICURO NELLE PROPRIE CASE NON CI SAREBBERO STATI TUTTI QUESTI MORTI SAREBBE STATA UNA LEGGE DA RISPETTARE CON LA VITA O CON LA MORTE E NON CON LA GALERA O I VERBALI CHE PAGHIAMO LE TASSE SONO TUTTI SOLDI CHE SI RUBA IL GOVERNO E COMPRANO MACCHINE MOTO PER FARE COSA ANDARE DIETRO I GIOVANI A SEQUESTRARE I MOTORINI NON VI BASTANO TUTTE LE TASSE CHE PAGHIAMO E VOI POLIZIA E CARABINIERI COME VI PERMETTETE DI PICCHIARE INGIUSTAMENTE I NOSTRI FIGLI QUESTA VIENE CHIAMATA MAFIA LEGALE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
per guidaloca e simply
io non so chi siete ma volevo dirvi che volevo un bene immenso ai due gemmelli e rimpiango che il rapporto che avevo con loro non sia stato sempre così intenso come invece lo è stato negli ultimi anni prima della loro scomparsa.Sentirvi ricordare Catiuccia mi riempe di gioa perchè il suo non è un nome da citare nei “fatti di mafia” ma è stata una vittima della stessa ed è giusto non dimenticarla, spero che questo sito sia un modo per iniziare a ricordarla serenamente per quella che era davvero, semplice, dolce con tutta la vita davanti e soprattutto innocente.
cmq non sapete quanto mi manchino.
Volevo chiedervi un favore, dal momento che li conoscevate così bene, regalatemi un bel ricordo della simpatia di Giuseppe e della dolcezza di Catiuccia, mi fareste davvero felice.
x kandy………. intanto ciao, tu ai capito chi siamo io e simply, io invece nn o capito ne chi sei tu ne tantomeno simply, cmq riguardoa Caterina volevo dirti che e’ rimane nel mio cuore , la sua dolcezza , la sua saggezza che metteva nei discorsi verso noi tutti e sopratutto i suoi fratelli era sempre costante, ogni giorno che passava cresceva una donna che oggi sarebbe siuramente al’altezza di poter dirigere cariche pubbliche con onore per tutta alcamo, sarebbero tante le circostanze da poter scrivere , ma su una cosa sono daccordo che Caterina e sicuramente una vittima della mafia ” come tutti noi “. ciao kandy e se puoi parlami un po di te !!!!!!!!!!!!
ciao guidaloca mi
spiace ma non ho capito nè chi sei tu nè tantomeno simply sono sincera quando dico che volevo solo un bel ricordo di loro due e mi ha fatto davvero piacere sapere che ci sia gente che li ricordi bene e sappia che lei era solo una ragazza innocente.grazie tante per avermi regalato un tuo pensiero su di lei e per avermi risposto. a presto
CIAO KANDY A PRESTO……….
ma vincenzo lo porto è un caso di lupara bianca? il suo corpo fu mai ritrovato?
comunque complimenti per il sito. davvero uno dei migliori siti alcamesi
x alcamo83………….. si o letto un articolo sl giornale che dava lo porto morto er lupara bianca,peccato suo figlio a preso una brutta strada, a quanto so e detenuto per droga, agari con il papa’ vivo nn avrebbe preso questa strada che nn porta tnto lontano. ciao
grazie guidaloca. mi piacerebbe pubblicare ua cronologia du tutti i morti per mafia e con le loro foto su facebook. molti miei coetanei non conoscono per niente questa faccenda e ritengo sia molto grave. ma purtroppo su google le foto non si trovano. penso sia anche un modo per ricordare e render giustizia alle vittime innocenti