La fine di Paolo Milazzo

13 06 2009

Fine di Paolo Milazzo

Il clan Milazzo negli anni novanta è in seria difficoltà. Nonostante sono a capo del mandamento alcamese, giornalmente subiscono delle perdite o beffe, senza neanche sapere nè capire, chi è il nemico e di conseguenza contro chi puntare le armi.
Il vertice di cosa nostra, invia così ad Alcamo, i più feroci killer a loro disposizione, tra cui anche Giovanni BRUSCA e quotidianamente le riunioni a casa di Vincenzo MILAZZO si fanno sempre più frequenti, senza, però, arrivare a capire chi sia di preciso il nemico.

Di tale rafforzamento se ne accorgono proprio questi uomini misteriosi del clan avversario (i Greco), e intuiscono che quelle persone sono ad Alcamo per loro, per sterminarli. I picciotti del clan Greco tengono l’abitazione del MILAZZO continuamente sotto controllo, fin quando decidono di entrare in azione.

Una sera consapevoli che i boss sono tutti all’interno, decidono di tendere loro l’agguato mortale. Si posizionano con una vecchia utilitaria all’inizio di Viale Italia, nei pressi del “bilico”, sono in tre, armati fino ai denti e pronti a far fuoco.

Una volante della Polizia, per la precisione una vecchia alfa sud scassatizza, però si trova a passare per caso dal Viale Italia, oltrepassa la vecchia utilitaria e solo nell’incrociarla, si accorge della presenza dei tre giovani a bordo, giovani che fino al quel momento erano noti come delinquenti comuni, dediti a rapine furti e reati in genere.

D’istinto l’autista ingrana la marcia indietro, ha il tempo di fare pochi metri che dall’utilitaria vengono esplosi due colpi di fucile. La pattuglia si blocca, esce dall’autovettura, risponde al fuoco, ma l’utilitaria ormai è lontana nel dedalo di viuzze del “quartiere Balatelle”. La polizia salva così indirettamente i Milazzo e compagni.

Ad Alcamo intanto vengono inviate forze investigative e forze dell’ordine specializzate, mentre i Killer della mafia e il clan alcamese dei Milazzo intuiscono di essere stati già individuati dal clan Greco e che l’utilitaria era li per loro. Bisogna stare più attenti ed essere pronti a tutto.

Giorni dopo il primo attentato, una pattuglia in borghese della squadra mobile di Trapani, a bordo di una Fiat Uno, è ferma proprio innanzi la scuola elementare della rotonda di Viale Europa.  L’autista è in macchina, mentre un secondo collega è fuori ed appoggiato alla portiera aperta, in mano stringe una paletta con l’intento di fermare qualche auto sospetta.

Una Seat Marbella, proveniente da via Kennedy, con quattro persone a bordo, nota subito la fiat Uno. Il conducente e gli altri passeggeri non possono vedere che la persona all’esterno ha in mano una paletta della Polizia, in quanto nascosta dalla portiera aperta.

La Marbella intanto avanza. È  intestata ed è di proprietà di un noto imprenditore agricolo affiliato mafioso di Alcamo e a bordo oltre a Giovanni BRUSCA, seduto nel sedile posteriore, c’è paolo Milazzo, fratello del più noto Vincenzo, capo-mandamento Alcamese. L’autovettura proviene proprio dalla sua abitazione e si dirige in Viale Europa.
La marbella però pian piano rallenta, si ferma, e gli occupanti presumono che quell’autovettura con quei due uomini ,è li ad attendere loro.

Un passeggero esce di scatto dall’autovettura imbraccia un fucile automatico e fa fuoco, una- due- tre volte. Le rosate della lupara colpiscono in pieno il parabrezza della Fiat Uno della Polizia, il poliziotto seduto all’interno dell’auto viene colpito alla testa e ad un occhio. L’altro poliziotto, pur ferito, ha la forza di rialzarsi.  Il killer intanto non spara più, adesso  è in macchina e con una veloce inversione a U la Marbella dei mafiosi imbocca nuovamente  via Kennedy.  Il poliziotto ha però l’arma in mano, rincorre l’auto, si posiziona e poi spara 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15 colpi  svuotando il caricatore della sua beretta.  L’auto però scompare e il poliziotto non si da pace. Non è riuscito a centrare l’auto, per lo più è un tiratore scelto. Solo anni dopo verrà a conoscenza che i colpi sono andati tutti a centro e che Paolo Milazzo, il fratello del boss Vincenzo, ha trovato la morte sotto i suoi colpi.

Dopo Paolo Milazzo, toccherà dopo un pò di tempo al fratello capo-mandamento, ma questa volta a far fuori il temibile boss sarà la stessa Cosa Nostra, non la Polizia e nemmeno  i Greco. Il motivo più probabile: i Milazzo non erano riusciti a sedare la rivolta dei Greco e stavano per perdere la Guerra di Mafia.

N.B. Questo articolo è stato tratto dal commento di “Kann1″ ad un articolo dell’autore pubblicato su Alcamo.it


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Una risposta

21 10 2009
guidaloca

nn sapete quante diqueste storie sono successe ad alcamo in quel perido che nessuno sa’, boooo chissa mai se si sapranno………….complimenti roby………

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