Giorgio Ambrosoli era un avvocato, un patriota, una persona onesta. Ucciso a Milano da un mafioso, su ordine di Michele Sindona, la notte del 11 luglio 1979. Il bancarottiere su cui indagava era protetto da Giulio Andreotti, era definito il ”salvatore della lira“, vicino a Marcinkus e alla finanza vaticana, era perfino amico di Licio Gelli e della loggia P2. Sono passati trent’anni da quella sera in cui Ambrosoli fu ammazzato sotto il portone di casa. Era senza scorta. Al suo funerale nessun uomo delle istituzioni.
clicca sull’immagine per vedere un video molto interessante; un’intervista che spiega il sistema Sindona è invece visionabile qui












Protetto da Andreotti e, diciamolo, non sufficientemente avversato dalla Banca d’Italia di Guido Carli, ma solo da quella, successiva, incriminata e poi assolta, di Baffi e Sarcinelli.
Ho iniziato a leggere il libro “Vaticano S.p.a”.
Gia´dalle prime pagine si leggono le schifezze tra la chiesa e la mafia, certo che questo Marcinkus finanziere del vaticano, ca.zzo era una persona per bene, che shifo. Chissa, cosa leggero´ andando avanti con la lettura.