Gli anni cinquanta ad Alcamo rappresentarono un periodo di transizione. Mentre Vincenzo Rimi e il suo clan si stavano guadagnando la fiducia della nascente organizzazione Cosa Nostra, nel loro territorio omicidi e vendette si consumavano ogni giorno anche a loro insaputa. Bande di criminali e picciotti dei Rimi instaurarono un forte regime di paura mentre il boss stava ormai tessendo la sua tela di potere. Antonio Federico, in questo racconto, descrive quegli anni e l’affermarsi della legge di Rimi: “o con me o contro di me”.

Ma dove cavolo trovate tutte queste informazioni? Comunque l’ultima parte del file mi ha molto colpito anche per le foto pubblicate. Sono molto belle.
Sono parente (più o meno) di una delle vittime di cui raccontate in questo articolo. Non dico chi ovviamente e sinceramente immaginavo che prima o poi si sarebbe parlato anche di lei. Leggere dei tuoi parenti fa sempre una strana sensazione. La storia mi era stata tramandata un pò diversamente ma si sa che la gente poi costruisce castelli e chiacchiere stupide. Volevo solo sapere una cosa, se l’attendibilità delle fonti è certa?
ciao e grazie particolarmente per questa bella storia
Calandrino fu ucciso perchè aveva sparato uccidendolo il braccio destro di Rimi che controllava l’area est delle campagne intorno alla città. Non so se i carabinieri poi accertarono questa verità ma mi sono informato con un pò di “anziani” che certe cose le sanno.
Ciao Mario, questa verità su Calandrino non fù mai accertata. La versione Ufficiale rimangono quelle scritte. In merrito ai tanti fatti di sangue avvenuti nel nostro territorio di loro noi cerchiamo di parlarne con rispetto perchè comunque ritengo che al cospetto di Dio siamo tutti uguali .
Grazie per la precisazione
Ciao ragazzi. Seguo da un bel pò di tempo questo sito e oramai sono un appassionato anche se non commento quasi mai. Volevo sapere se è possibile avere un albero genealogico con le fotografie di tutti i mafiosi che si sono susseguiti a capo della città di Alcamo. Partendo da don Vincenzo Rimi fino ad arrivare ai vari Melodia per intenderci. Vorrei farci un lavoro per la scuola e non mi dispiacerebbe una mano da parte vostra.
Immagino sarebbe utile anche per altri che leggono questo meraviglioso sito di informazione.
In attesa di un gentile e cortese riscontro una buona domenica a tutti.
Gino
Sono pienamente daccordo con Gino, “MERAVIGLIOSO SITO” bravi
Caro Gino, penso che quanto richiedi sarà fattibile. Appena ho un po’ di tempo farò questo albero genealogico come lo definisci tu stesso, anche se puoi creartelo tu stesso già ora dato che le info che ti servono e le foto le trovi già nel materiale pubblicato.
Grazie per i complimenti a te e a tutti. troppo buoni.
Io ho sempre pensato che l’omertà è paura, disinteresse, rinuncia, accondiscendenza con il crimine, ma soprattutto poco amore verso la propria terra. Io non sono siciliana forse non capisco e non capirò mai….!!! Ma mi chiedo: come un uomo possa uccidere indisturbato un altro uomo, senza smuovere le coscienze di chi ha visto???????? Tutto ciò è così triste. Lo è stato in passato, ma ancora più triste pensare che ancora oggi esiste tanta omertà. Grazie ancora Antonio che ci fa conoscere questi eventi del passato, ragionare su ciò che è accaduto, dibatterne liberamente penso sia una sorta di rivoluzione
“La mafia è una storia di classi dirigenti, è la storia di un potere criminale che ha servito una certa borghesia. Un pezzo di borghesia siciliana si è servita della mafia, ha gestito negli anni il controllo della spesa pubblica e l’urbanizzazione scriteriata delle città”. Sono parole forti quelle di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria siciliana dal 2006 e presidente del Banco di Sicilia dal 2008.
Lo Bello in un’intervista a l’Unità spiega come sia più preoccupante il rapporto tra politica e mafia che la criminalità mafiosa a basso livello. “Il nostro obiettivo non è più solo la lotta alle estorsioni ma al metodo mafioso che alcuni imprenditori fanno proprio. Il sistema mafioso concede rendite parassitarie. Ciò avviene anche perché la nostra società è debole. E’ più pericoloso il mafioso che spara o l’imprenditore che, con la complicità della mafia, arriva al successo? Il vero pericolo non è solo la criminalità spicciola ma i crimini dei colletti bianchi, dietro ai quali c’è la distruzione del mercato, della ricchezza intellettuale e materiale di questo paese”.
Con questi racconti noi impariamo chi sono, come si organzzano,come sfruttano il nostro territorio, conoscerli significa ISOLARLI. Vi consiglio di stampare ogni volta un capitolo e distribuirlo ai Presidi di ogni scuola di Alcamo, compreso il Sindaco. Bravi
Vi seguo da poco tempo, trovo veramente interessantissimo quello che scrivete, sono daccordo con Massimo perchè non distribuite queste storie alle scuole? Buon lavoro
L’idea è fattibile e penso che sia realizzabile. Anzi penso che siamo quasi obbligati a farlo per rispetto nei confronti della storia dimenticata. L’obiettivo alla fine di questo blog è proprio questo. Ovvero comunicare a tutti e vs tutti. L’unica perplessità è che al momento siamo solo all’inizio e quindi è prematuro parlarne. Una volta che saremo a metà percorso circa a mio parere il tutto diventerebbe un progetto interessante, molto interessante e fattibilissimo. Del resto si potrebbero organizzare anche eventi e discussioni pubbliche partendo proprio dal materiale pubblicato. Tre anni fa dopo un mio articolo sulla testimone di giustizia Piera Aiello sono stato invitato a moderare un incontro con la stessa presso il circolo Segni Nuovi ad Alcamo. C’erano una quarantina di persone (molti erano assidui lettori del mio blog e di Alcamo.it) e da loro sono partiti interessanti stimoli: la gente vuole sapere, vuole conoscere, anche ad Alcamo.
Per favore una copia di questi post portateli al nostro Sindaco Scala, e ai suoi consiglieri, perchè penso che di questi fatti ,che rappresentao per noi Alcamesi una fonte di vera riflessione e di cultura, naturalmente tutto gratis. Ma a loro di questo non c’è ne fotte un cazzo perchè non pubblicizzato e pagato dai cittadini Alcamesi.
Infatti noto che all’avvicinarsi delle competiziioni elettorali escono sempre degli orrendi cessi di narrazione, naturalmente sponsorizzati dall’amministrazione Comunale.
Bravi ragazzi continuate a scrivere.
Mi sono appassionato pure io. Bravi……..
Aspetto il prossimo articolo. Gli ultimi due sono stati però meno belli di Sesso Onore e Sangue. Quello mi ha fatto proprio sorridere anche se erano storie tragiche; Però comunque va bene lo stesso anche questo
consiglierei all’inserzionista di mettere in bacheca ed anche nei fili per scaricare il numero del capitolo, così una volta finiti questi racconti ogni lettore può facimelnte rilegarsi i racconti. Consiglio anche di pubblicare almeno uma volta alla settimana l’articolo, così facendo i lettori riesono a fare i collegamenti con i vecchi capitoli. ………..
)))
Porgo i complimenti allo scrittore Federico per l’impegno espresso nella realizzazione di questa memoria storica della mafia Alcamese…. credo che il bello deve ancora venire 1980-1990……….——- ha dimenticavo ma il Rimi dove prende il sole o beve qualche Rum???????????????????
grazie dei consigli “uhh surci”… Intanto fra qualche minuto verrà pubblicato il nuovo capitolo di PP&M…
Per quanto riguarda il numero del capitolo da mettere sul file è una buona idea, risistemerò anche quelli vecchi e creerò una sezione del sito con tutti i capitoli in modo tale da non confondersi.
Le uscite purtroppo, per motivi di lavoro e impegni personali, sono previste ogni 10 giorni circa. Al momento purtroppo ci dobbiamo accontentare