La fine di Vincenzo Lauria

Posted: 18 dicembre 2010 in Alcamo, Mafia

Lu spertu mori in manu a lu fissa” è un famoso detto siciliano che spesso racchiude la verità. Nel quindicesimo capitolo di “Pane, pittittu e mafia” parleremo dell’omicidio di Lauria Vincenzo, considerato un pezzo da 90, ucciso da un giovane non mafioso il 15 Giugno del 1962 ad Alcamo.

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Commenti
  1. Luca scrive:

    Nel libro “Alcamo nell’ultimo secolo” si parla di questo Lauria come se fosse allo stesso livello di Rimi. Si dice per l’esattezza che Rimi comandasse in campagna, Lauria in città. Inoltre tra le due fazioni regnava la pace perchè si erano alleati praticamente x non pestarsi i piedi. Nell’articolo che ho letto qui c’è scritto invece che a parere dello scrittore Lauria era solo un pezzo da 90 ma nulla di più, insomma un sottoposto dei Rimi… Solo per segnalare la cosa, visto che amo la storia della cronaca del mio paese.

  2. giuseppe scrive:

    In effetti Luca ha ragione, ma a mio modesto parere, e da quello che so,questo di Federico è il più completo. In effetti questo LAURIA a furore dei leccaculi Alcamesi era stato portato alla pari dell’atro schifoso mafioso l Rimi Vincenzo.

  3. Luca scrive:

    Queste iniziative importanti come riscrivere la storia di un paese infatti spesso si scontrano con le dicerie e le legende. Restare obiettivi e lontano dai gossip storici non è cosa facile. Quando lessi il libro di cui parlavo prima infatti mi chiesi: “ma tutto sto potere aveva sto Lauria?”. Da come me ne hanno parlato (persone che conoscevano il soggetto tempo fa) svolgeva un lavoro piuttosto simile a quello che oggi svolgono i vari onorevoli qui ad Alcamo, ovvero fare favori e pretenderne altri. CI siamo capiti !!!

  4. alessio scrive:

    ma a chi apparteneva questo LAURIA?
    ha discendenti in Alcamo?

  5. LumaKINA scrive:

    Ecco la domandina che mi aspettavo ponesse qualcuno, grande Alessio^^^ Però la discendenza non penso proprio abbia legami con mafia e mafiosetti nostrani, forse per questo giustamente non ne parla il dottor Federico. Magari ci risponde lui stesso ………..

  6. mara scrive:

    Un altro bellissimo capitolo.Federico fa bene a distinquere solo le colpe di un singolo,e non accolpare , o più grave ancora accostare i loro discendenti.

  7. Gino P scrive:

    Non ho capito una cosa da questi commenti, ma chi è sta discendenza del lauria? Si tratta di nuovi mafiosi di Alcamo? Sinceramente quando si commenta così non si capisce una mazza.

  8. robertoscurto scrive:

    Ragazzi non mischiamo genitori con figli… questi ultimi non c’entrano nulla con Cosa nostra e nemmeno con gli affari del padre di cui si parla nel capitolo. A scanso di equivoci meglio precisare!
    @Gino P: è vero, quando si commenta in questo modo si fa solo confusione.

  9. alessio scrive:

    scusate io oltre a leggere il raccontino, preferirei che il soggetto venga collocato in un contesto dal quale capire che storia aveva e che storia ah creato<<<<<< bisogna attualizzare i contesti passati perchè la storia diventi vera conoscenza!

  10. alessio scrive:

    poi io ho chiesto a che famiglia appartenesse, per capirne la storia passata e quella futura! non voglio sapere chi erano i figli, perchè lo immagino da quanto raccontatto dai nonni! Quindi se si è sempre detto non capisco perchè non si puo’ attualizzare! O forse si attualizza solamente il nome di colui che non ha un nome prestigioso?

  11. mara scrive:

    Bravo Alessio sei sempre il solito testa di……. non capisci niente: Non so ,che tipo di lavoro svolgi, ma di sicuro, almeno pare dai tuoi commenti sei un buon conoscitore del NIENTE. I super saputelli come te, mi ricondano molti tipini del tipo: leccaculi,ruffiani,per concludere con . PARASSITI, cioè quelle persone che pur di nascondere la loro miserabile ignoranza, vivono eternamente agli albori degli altri . BRAVO

  12. robertoscurto scrive:

    se stiamo tutti un po’ calmi è meglio. grazie. questo blog serve solo per arricchire la cultura personale di tutti, non per lotte tra conoscitori di fatti di mafia, uomini informati sui fatti e addetti ai lavori (ci siamo capiti….) Poi Alessio se vuoi aggiungere del tuo alle storie raccontate fallo pure, sei il benvenuto. Più informazione si fa meglio è per tutti i cittadini alcamesi che vogliono saperne di più.

  13. Vito scrive:

    Essendo nato ad`Alcamo nel 44,e lavorando al Piccolo Bar ( Piazza Ciullo ) per molti anni potete capire che ho vissuto in prima persona i tempi che descrive ” Pane Pitittu,”adesso da vecchio emigrato rileggendo il blog non mi resta che applaudire il bravo Federico,per il bel lavoro

  14. alessio scrive:

    Complimenti Roberto e Tonino per il lavoro che state svolgendo! mi dispiace solo per MARA pochè avra’ avuto un’ora libera dal suo lavoro a piazza sant’Oliva!

  15. mICHAElllllll scrive:

    Storie così andrebbero raccontate da Lucarelli su Rai3 ogni sera… se ci fosse qualche telegiornalista locale a raccontarle sarebbe molto utile alla società siciliana, anche su emittenti private cittadine……. Ottima l’idea del libro ma preferisco non sciupare carta e leggere tutto online; almeno non tagliamo l’amazzonia.

  16. Cinzia scrive:

    Bravo mIchae||||, ma i nostri giorlalisti locali, pensano solo a occuparsi di fatti che alla nostra società, in particolare quella alcamese non interessano. Solo il nostro amato giorlalista scomparso “MORSELLINO” era in grado di farlo.-

  17. alessio scrive:

    Un pensiore affettuso all’amico Nello Morsellino!

  18. Antonino scrive:

    Nello Morsellinoci ha lasciato circa 2 anni fà.
    Scusate non ho lrtto il libro,ma mi congratulo pergli argomenti affrontati,
    Per un semplice cittadino,non è sempre facile fare analisi sulla mafia,ci vogliono le testimonianze di chi ha aderito a Cosa Nostra.Comunque è già importante parlarne per capirne di più ,quali sono i disvalori e subcultura mafiosa.

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