Dalla parte dei più deboli: le lotte di Giovanni Marchese

Posted: 9 gennaio 2011 in Alcamo, Cronaca Dimenticata, Mafia

Questo capitolo di “Pane, pitittu e mafia” racconta le gesta di un alcamese dimenticato sia dal popolo che dalla storia della nostra città. Stiamo parlando di Giovanni Marchese, un sindacalista assassinato due volte: la prima volta dalla mafia, la seconda volta dalla nostra indifferenza e ingratitudine.

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Commenti
  1. Matteo scrive:

    Una bruttissima storia, come quella di Miraglia che lessi tempo fa proprio qui su senza memoria. Oramai questi sono morti di serie B, quindi inutile provare a far ricordare anche queste battaglie. E i giovani di oggi poi? non gliene frega niente a nessuno. Ma la colpa è della nostra generazione.

  2. massimo scrive:

    In effetti, come dice giustamente Matteo una triste storia, forse dovremo trovare il modo che anche gli Alcamese ,tutti venissero a coscenza di questi fatti, lo spero con tutto il cuore. La nostra amministrazione Comunale, i nostri consiglieri, e noi tutti siamo chiamati a divulgare questi fatti, perchè credo ,che solo in questo modo a furore di popolo, questi nostri “martiri” saranno come giustamente meritano RICORDATI

  3. giacomo scrive:

    Ho letto tutti i capitoli, non si puo’ dire bello perche’ l’argomenti trattati sono terribili, ma l’autore scrive benissimo..

    Bravo Roberto che hai avuto il coraggio di denunciare tutto con un libro che fa chiarezza su chi comanda e su chi ha comandato nel nostro paese.… Ma lo Stato cosa fa ??
    Ti auguro ogni bene e sicuro successo nella vita lavorativa che sentimentale, nel senso che nel tuo intimo puoi pensare di aver fatto una cosa giusta per tutti noi che non conoscevamo la realta’.
    Ora sappiamo, tutti ora sappiamo e non possiamo negare nulla.

  4. robertoscurto scrive:

    Grazie giacomo, troppo buono. L’iniziativa intrapresa da me e da Antonio Federico mira proprio a diffondere quella conoscenza oggi così superficiale della storia più recente e più nascosta (da chi è facile intuirlo).
    Grazie a tutti voi che commentate, leggete in silenzio, stampate i file perché volete capirne di più, ecc.

  5. Giusy scrive:

    Bravo Antonio che vai a scavare nel passato, facendoci conoscere persone esemplari come Giovanni Marchese, mirabile esempio di spirito civito che pur consapevole del pericolo a cui andava incontro, non ha esitato nella lotta contro la mafia. Purtroppo troppe storie vanno a finire nel dimenticatoio

  6. Luca Mirrione scrive:

    Spero esista almeno una strada dedicata a questo martire della lotta operaia???

  7. giacomo scrive:

    Ciao Luca , per dare una via al povero Marchese, i suoi familiari devono conoscere un politico, un senatore, e per essere sicuri di ottenere una Via o una piazzetta, come dice Federico devi conoscere un prelato, magari di Santa Oliva. Se non conosci nessuno dei tre , be….. allora affidati al Santo Padre.

  8. Lucky Luke scrive:

    Ragazzi, complimenti per la continuità che state dando al progetto, però secondo me dovreste fare capitoli un po’ più corposi con più storie al loro interno in modo tale da accorpare un pò di materiale in più e avvicinarci ai tempi nostri.
    Auguri di buon anno che ancora non ce li siamo fatti.
    Baci e abbracci

  9. Giovanni scrive:

    Sono orgoglioso di mio nonno, non ho avuto modo di conoscerlo perchè quando è stato ucciso mio padre aveva appena tredici anni.
    Me lo ha sempre descritto come un grande lavoratore che faceva sacrifici per la famiglia, e sempre disponibile con le altre persone.
    Ringrazio l’autore del articolo che ha portato a conoscenza della gente questa storia dimenticata, e un grazie a chi ha avuto un pensiero positivo per il mio povero nonno.
    Giovanni Marchese

  10. giacomo scrive:

    Caro giovanni, grazie ai racconti di Federico stiamo veramente tirando fuori, sia le persone cattive, ch le person buone e oneste com tuo nonno. Fai bene ad esserne orgoglioso.

  11. robertoscurto scrive:

    E’ il minimo che potevamo fare. Abbiamo scritto questo capitolo di pane pitittu e mafia con una certa emozione. Grazie a te Giovanni, e fai conoscere tuo nonno a tutti gli alcamesi che hanno ancora voglia di capire chi sono stati i grandi della nostra città.

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