“Un grosso paese, quasi una città, al confine tra le province di Palermo e Trapani negli anni della prima guerra mondiale. E come se questa non bastasse, il paese ne ha una interna: non meno sanguinosa, con una frequenza di morti ammazzati pari a quella dei cittadini che cadono sul fronte. Due cosche di mafia sono in faida da lungo tempo”. Cominicia così il racconto di Leonardo Sciascia, “Western di cose nostre”, scritto nel 1973 e facente parte dell’opera “Il mare color vino”. Riprendiamo il fiato leggendo una memorabile pagina d’autore che sembra stata scritta anche per ridicolizzare la nostra mafia locale e descriverne alcuni aspetti salienti. In questa città di confine tra due province sembra che qualcuno stia dando del filo da torcere ad entrambi gli schieramenti mafiosi. Ma chi?
LEGGI “WESTERN DI COSE NOSTRE”
-p.s. Si ringrazia Giuseppe Mulè per il materiale fornito

Non avevo mai letto sto brano di Sciascia, molto bello, molto ironico, molto utile per capire bene che razza di gente (talvolta anche imbecille) sta a capo delle cosche alcamesi. Sciascia poi è il mio scrittore preferito. Più spesso, se fossi il gestore di questo sito, metterei anche pezzi della letteratura che parlano di noi. Ormai questo blog ha un livello culturale elevatissimo a mio parere……….. buona serata………………
Molto interessante inserire anche stralci di letteratura sulla mafia. BRAVI!
non mi viene di pensare che sia una storia per prendere in giro i mafiosi dell’epoca,anzi tutt’altro; piuttosto la cosa più importante è capire se sia una storia realmente accaduta: i riferimenti ai luoghi e personaggi non mi sembrano del tutto casuali…!
Non ho capito una cosa: se questo libro è stato scritto nel 1973 e quindi non si fa riferimento alla seconda guerra di mafia allora ci sarebbero dei riferimenti alla prima guerra, ovvero quella dei Rimi contro i corleonesi? Chi sarebbe quest’uomo che uccide uomini di entrambi gli schieramenti? A me francamente sembra soltanto un racconto che ha scelto un’ambientazione (la nostra zona) tipicamente mafiosa inserendo alcuni spunti. Ricorda in parte la storia scritta da Federico che narra di Parrino che uccise Lauria per questioni amorose ma non ammazzò di certo tutti sti mafiosi il povero disgraziato di Parrino?
Bisognerebbe ricominciare a leggere di più i nostri autori che hanno reso grande la Sicilia.Non conoscevo il racconto, miolto carino,
Io questo libro l’ho letto è in effetti e molto simile alla storia del giovane macellaio Liborio Parrino che per un amore negato e poi respinto uccise Vincenzo Lauria per la sua interferenza essendone egli estraneo. Nel racconto di Sciascia i personaggi sono il Dott.Nuara farmacista figlio di poveri contadini, che aveva intrapreso gli studi nella speranza che la nobile famiglia della sua fidanzata accettasse la loro storia, ma i sacrifici nello studio ed una posizione di rispetto raggiunta, non servirono a niente, perchè i ricchi genitori si rivolsero a Don Tano Cuntrera un mafioso del paese per convincere il giovanotto a lasciar perdere.
Ma sto libro lo vendono da Pipitone o alla mondadori? Grazie
Ragazzi ci sono solo riferimenti a fatti realmente accaduti, non si narra certo della nostra mafia locale anche se a dire il vero non è che i capomandamenti di Alcamo siano mai state persone di cultura o molto furbe. Sono solo 4-5 capetti che si credono forti grazie alla rete di protezione che si sono creati negli anni, da soli si cacano addosso peggio dei peggiori cacasotto d’Italia. Io che li ho conosciuti lavorando contro di loro ve lo posso assicurare. Anche oggi chi è rimasto a comandare? Guardate che facce c’hanno sui giornali, altro che persone che incutono paura; a me viene da ridere quando li arrestano e fanno le facce da duri, sono solo 4 scimuniti che non hanno mai saputo fare un mestiere per incapacità personali di apprendimento e mancanza di abilità. Si fanno pure la guerra fra loro per cento euro di pizzo e peggio ancora comandano solo su delega, altro che potenti boss………… Se ci fossero 10 commercianti che dicono NO e li incastrano con le prove Alcamo la libereremmo in un paio di giorni dal racket. Solo che ovvio nessuno ha voglia, dato che non sanno che il clan non è altro che fatto da un paio di garzoni schiffarati. La mafia di un tempo per fortuna non esiste più, quella che abbiamo ad Alcamo la si sconfigge con un po’ di buona volontà. Non servono ne palle ne eroi………
scusami p.p.ma ki sarebbero i mafiosi attuali di alcamo gli anziani col pannolone?
SCUSATE, MA COME MAI NON VENGONO PIU PUBBLICATI SU QUESTO SITO I CAPITOLI DI PANE PITITTU E MAFIA?
Caro Roberto, in effetti come mai non vengono più pubblicati su questo sito i capitoli di “pane, pitittu e mafia? Spero che ripristinate nuovamente i raccondi di Antonio,FEDERICO. Con l’occasione saluto con affetto gli autori
Ciao ragazzi, le pubblicazioni riprenderanno fra una decina di giorni. A causa di motivi personali di lavoro e studio purtroppo è mancata la mia partecipazione al progetto. Solo una decina di giorni di pazienza. continuate a seguirci.
Roberto, dall’ultimo tuo post dell’11 marzo, i 10 gg sono passati da un bel po’ di giorni, eppure non vedo nessuna nuova pubblicazione. Non pensi che sarebbe rispettoso nei confronti di tanti lettori che seguivano la storia di mafia di Alcamo attraverso il tuo blog, dare una sincera spiegazione per questo silenzio troppo prolungato? Ti ricordo che dall’ultima pubblicazione sono passati ben 4 mesi. Se hai deciso, per motivi che non sei tenuto a comunicare, di smettere le pubblicazioni dillo in maniera chiara. Anche questa è onestà
In effetti Andrea, ha proprio ragione. Chiedo all’autore del libro “PANE PITITTU E MAFIA” ciioè Antonio FEDERICO,come mai questo silenzio. Spero che almeno lui ci degna di una risposta.
Ciao a tutti ragazzi. Avete ragione nel lamentarvi dei silenzi su questo sito e per l’interruzione del progetto “Pane, pitittu e mafia”. Purtroppo” la colpa” è solo mia. Con i nuovi impegni lavorativi, nonostante siano finiti da pochi giorni quelli di studio, non ho fisicamente tempo da dedicare al progetto che purtroppo viene sospeso. Il blog, gli articoli, i vostri commenti restano per me spunti eccellenti per riprendere qualcosa di simile in futuro… Purtroppo nell’attuale fase della mia vita ci sono al momento delle priorità che devo mettere al primo posto e sacrificare hobby bellissimi come la gestione di questo sito.
Ci risentiamo in futuro…
Roberto Scurto
Mi dispiace veramente.
scusa, ma perchè non continua Tonino!
Sono rimasta delusa. Penso che questa DECISIONE di sospendere la pubblicazione del libro di Antonio FEDERICO sia dettata da altri interessi. Spero che l’autore vada avanti con il suo proggetto.
forza Tonino, vai avanti!
Informazione per tutti i lettori interessati al racconto di Leonardo Sciascia.
Il personaggio vero è esistito veramente negli anni venti,di professione geometra,nome Felice
Castrogiovanni.Essendo una storia conosciuta da molti sin dagli anni cinquanta il professore
Cottone,amico di Leonardo Sciascia, gliela raccontata per poi lo stesso Sciascia pubblicarla sul
Corriere della Sera il 1° settembre in terza pagina.Poi è stata pubblicata sulla collana di Bompiani “OPERE” di Sciascia,opera in tre volumi nel 1987 e nella V° edizione nel 1991.
Chi è interessato potrà ordinarlo anche dall’editore Einaudi.
Buona lettura!Geppo Mulé
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Alcamo: Western di cose nostre
Posted: 27 gennaio 2011 by robertoscurto in Uncategorized
20
“Un grosso paese, quasi una città, al confine tra le province di Palermo e Trapani negli anni della prima guerra mondiale. E come se questa non bastasse, il paese ne ha una interna: non meno sanguinosa, con una frequenza di morti ammazzati pari a quella dei cittadini che cadono sul fronte. Due cosche di mafia sono in faida da lungo tempo”. Cominicia così il racconto di Leonardo Sciascia, “Western di cose nostre”, scritto nel 1973 e facente parte dell’opera “Il mare color vino”. Riprendiamo il fiato leggendo una memorabile pagina d’autore che sembra stata scritta anche per ridicolizzare la nostra mafia locale e descriverne alcuni aspetti salienti. In questa città di confine tra due province sembra che qualcuno stia dando del filo da torcere ad entrambi gli schieramenti mafiosi. Ma chi?
LEGGI “WESTERN DI COSE NOSTRE”
-p.s. Si ringrazia Giuseppe Mulè per il materiale fornito
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Commenti
1.
Luca Mirrione scrive:
28 gennaio 2011 alle 18:10
Non avevo mai letto sto brano di Sciascia, molto bello, molto ironico, molto utile per capire bene che razza di gente (talvolta anche imbecille) sta a capo delle cosche alcamesi. Sciascia poi è il mio scrittore preferito. Più spesso, se fossi il gestore di questo sito, metterei anche pezzi della letteratura che parlano di noi. Ormai questo blog ha un livello culturale elevatissimo a mio parere……….. buona serata………………
2.
Gino P scrive:
29 gennaio 2011 alle 07:16
Molto interessante inserire anche stralci di letteratura sulla mafia. BRAVI!
3.
Vito R. scrive:
29 gennaio 2011 alle 14:47
non mi viene di pensare che sia una storia per prendere in giro i mafiosi dell’epoca,anzi tutt’altro; piuttosto la cosa più importante è capire se sia una storia realmente accaduta: i riferimenti ai luoghi e personaggi non mi sembrano del tutto casuali…!
4.
Luca Mirrione scrive:
30 gennaio 2011 alle 08:57
Non ho capito una cosa: se questo libro è stato scritto nel 1973 e quindi non si fa riferimento alla seconda guerra di mafia allora ci sarebbero dei riferimenti alla prima guerra, ovvero quella dei Rimi contro i corleonesi? Chi sarebbe quest’uomo che uccide uomini di entrambi gli schieramenti? A me francamente sembra soltanto un racconto che ha scelto un’ambientazione (la nostra zona) tipicamente mafiosa inserendo alcuni spunti. Ricorda in parte la storia scritta da Federico che narra di Parrino che uccise Lauria per questioni amorose ma non ammazzò di certo tutti sti mafiosi il povero disgraziato di Parrino?
5.
Gina82 scrive:
3 febbraio 2011 alle 09:49
Bisognerebbe ricominciare a leggere di più i nostri autori che hanno reso grande la Sicilia.Non conoscevo il racconto, miolto carino,
6.
Giusy scrive:
3 febbraio 2011 alle 12:14
Io questo libro l’ho letto è in effetti e molto simile alla storia del giovane macellaio Liborio Parrino che per un amore negato e poi respinto uccise Vincenzo Lauria per la sua interferenza essendone egli estraneo. Nel racconto di Sciascia i personaggi sono il Dott.Nuara farmacista figlio di poveri contadini, che aveva intrapreso gli studi nella speranza che la nobile famiglia della sua fidanzata accettasse la loro storia, ma i sacrifici nello studio ed una posizione di rispetto raggiunta, non servirono a niente, perchè i ricchi genitori si rivolsero a Don Tano Cuntrera un mafioso del paese per convincere il giovanotto a lasciar perdere.
7.
Luca Mirrione scrive:
3 febbraio 2011 alle 21:41
Ma sto libro lo vendono da Pipitone o alla mondadori? Grazie
8.
P.P. scrive:
6 febbraio 2011 alle 23:21
Ragazzi ci sono solo riferimenti a fatti realmente accaduti, non si narra certo della nostra mafia locale anche se a dire il vero non è che i capomandamenti di Alcamo siano mai state persone di cultura o molto furbe. Sono solo 4-5 capetti che si credono forti grazie alla rete di protezione che si sono creati negli anni, da soli si cacano addosso peggio dei peggiori cacasotto d’Italia. Io che li ho conosciuti lavorando contro di loro ve lo posso assicurare. Anche oggi chi è rimasto a comandare? Guardate che facce c’hanno sui giornali, altro che persone che incutono paura; a me viene da ridere quando li arrestano e fanno le facce da duri, sono solo 4 scimuniti che non hanno mai saputo fare un mestiere per incapacità personali di apprendimento e mancanza di abilità. Si fanno pure la guerra fra loro per cento euro di pizzo e peggio ancora comandano solo su delega, altro che potenti boss………… Se ci fossero 10 commercianti che dicono NO e li incastrano con le prove Alcamo la libereremmo in un paio di giorni dal racket. Solo che ovvio nessuno ha voglia, dato che non sanno che il clan non è altro che fatto da un paio di garzoni schiffarati. La mafia di un tempo per fortuna non esiste più, quella che abbiamo ad Alcamo la si sconfigge con un po’ di buona volontà. Non servono ne palle ne eroi………
9.
mastrik scrive:
16 febbraio 2011 alle 23:43
scusami p.p.ma ki sarebbero i mafiosi attuali di alcamo gli anziani col pannolone?
10.
FURBIX scrive:
9 marzo 2011 alle 15:45
SCUSATE, MA COME MAI NON VENGONO PIU PUBBLICATI SU QUESTO SITO I CAPITOLI DI PANE PITITTU E MAFIA?
11.
michele scrive:
10 marzo 2011 alle 10:49
Caro Roberto, in effetti come mai non vengono più pubblicati su questo sito i capitoli di “pane, pitittu e mafia? Spero che ripristinate nuovamente i raccondi di Antonio,FEDERICO. Con l’occasione saluto con affetto gli autori
12.
robertoscurto scrive:
11 marzo 2011 alle 13:11
Ciao ragazzi, le pubblicazioni riprenderanno fra una decina di giorni. A causa di motivi personali di lavoro e studio purtroppo è mancata la mia partecipazione al progetto. Solo una decina di giorni di pazienza. continuate a seguirci.
13.
andrea scrive:
14 aprile 2011 alle 09:13
Roberto, dall’ultimo tuo post dell’11 marzo, i 10 gg sono passati da un bel po’ di giorni, eppure non vedo nessuna nuova pubblicazione. Non pensi che sarebbe rispettoso nei confronti di tanti lettori che seguivano la storia di mafia di Alcamo attraverso il tuo blog, dare una sincera spiegazione per questo silenzio troppo prolungato? Ti ricordo che dall’ultima pubblicazione sono passati ben 4 mesi. Se hai deciso, per motivi che non sei tenuto a comunicare, di smettere le pubblicazioni dillo in maniera chiara. Anche questa è onestà
14.
rosy scrive:
15 aprile 2011 alle 18:32
In effetti Andrea, ha proprio ragione. Chiedo all’autore del libro “PANE PITITTU E MAFIA” ciioè Antonio FEDERICO,come mai questo silenzio. Spero che almeno lui ci degna di una risposta.
15.
robertoscurto scrive:
16 aprile 2011 alle 14:11
Ciao a tutti ragazzi. Avete ragione nel lamentarvi dei silenzi su questo sito e per l’interruzione del progetto “Pane, pitittu e mafia”. Purtroppo” la colpa” è solo mia. Con i nuovi impegni lavorativi, nonostante siano finiti da pochi giorni quelli di studio, non ho fisicamente tempo da dedicare al progetto che purtroppo viene sospeso. Il blog, gli articoli, i vostri commenti restano per me spunti eccellenti per riprendere qualcosa di simile in futuro… Purtroppo nell’attuale fase della mia vita ci sono al momento delle priorità che devo mettere al primo posto e sacrificare hobby bellissimi come la gestione di questo sito.
Ci risentiamo in futuro…
Roberto Scurto
16.
rosy scrive:
16 aprile 2011 alle 18:20
Mi dispiace veramente.
17.
alessio scrive:
20 aprile 2011 alle 19:11
scusa, ma perchè non continua Tonino!
18.
Cinzia scrive:
21 aprile 2011 alle 07:22
Sono rimasta delusa. Penso che questa DECISIONE di sospendere la pubblicazione del libro di Antonio FEDERICO sia dettata da altri interessi. Spero che l’autore vada avanti con il suo proggetto.
19.
alessio scrive:
21 aprile 2011 alle 20:40
forza Tonino, vai avanti!
20.
geppo scrive:errata corrige
22 aprile 2011 alle 02:26
Informazione per tutti i lettori interessati al racconto di Leonardo Sciascia.
Il personaggio vero è esistito veramente negli anni venti,di professione geometra,nome Felice
Castrogiovanni.Essendo una storia conosciuta da molti sin dagli anni cinquanta il professore
Cottone,amico di Leonardo Sciascia, gliela raccontata per poi lo stesso Sciascia pubblicarla sul
Corriere della Sera il 1° settembre del 1970 in terza pagina.Poi è stata pubblicata sulla collana di Bompiani “OPERE” di Sciascia,opera in tre volumi nel 1987 e nella V° edizione nel 1991.
Chi è interessato potrà ordinarlo anche dall’editore Einaudi.
Buona lettura!Geppo Mulé
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